Completa la decorazione di casa con le sculture luminose

Accessori e ornamenti vari sono perfetti per completare l’arredo di casa dando quel tocco speciale ad ogni tipo di ambiente, dalla camera da letto al soggiorno passando per la cucina. Senza determinate soluzioni in grado di arricchire e portare un importante contributo in fatto di stile, la tua casa non sarebbe la stessa e non sarebbe in grado di infondere nei visitatori quella bella sensazione di atmosfera accogliente che si respira sin dal primo sguardo.

I complementi d’arredo più interessanti

Decorare gli interni di casa significa regalare un’esperienza originale a tutti coloro i quali vi poseranno gli occhi, senza attenersi a standard preesistenti ma lasciandosi guidare dal proprio gusto e mostrando il proprio stile di vita e tratti della propria personalità attraverso le soluzioni prescelte.

Si tratta di una filosofia progettuale che tante persone desiderano apportare, facendo in modo che la propria abitazione possa rispecchiare il proprio modo di essere in tutte le sfaccettature. Non è semplicemente e unicamente lo stile a determinare gli arredi da scegliere, ma anche soprattutto i propri gusti e la voglia di stupire i visitatori.

Puoi decidere di optare per un complemento piuttosto che per un altro in base alla tua personalità, in base allo stile degli arredi esistenti o cercando direttamente di creare un contrasto. Esistono complementi in legno, vetro, ferro ed altri materiali tra i quali puoi scegliere: ciascuno è in grado di apportare un contributo diverso in fatto di stile, atmosfera e messaggio, sta a te individuare la soluzione più adeguata al contesto.

Le sculture luminose

Tra questi, sicuramente le sculture luminose rappresentano la novità più interessante sul mercato: bellissime creazioni in grado di intrecciare in maniera armoniosa luci e geometrie, forme e materiali, arte e design. Questi arredi così ricercati sono in grado di valorizzare ogni ambiente creando dei giochi visivi veramente particolari, e per questo sono diventati oggetto del desiderio di quanti amano arredare ed arricchire casa in maniera elegante e particolare.

Spettrometria e sue applicazioni

La spettrometria ottica consente di capire quale sia la composizione chimica di una lega metallica, adoperando una scarica che viene creata all’interno dello spazio riempito da gas esattamente tra un elettrodo ed un saggio del materiale che si è deciso di analizzare. Tale scarica dà vita a delle radiazioni sulla superficie del campione in questione, e le relative lunghezze d’onda variano in base alla tipologia di materiale che lo compone. Il cosiddetto spettro di questa radiazione viene successivamente suddiviso in semplici righe che consentono di misurare l’intensità di ciascuna. Alla fine del processo, tali intensità sono minuziosamente convertite in specifici valori per ciascuno degli elementi riscontrati.

A cosa serve la spettrometria ottica

La spettrometria ottica è dunque molto importante soprattutto per classificare e analizzare i materiali. Per effettuare tale tipo di test è necessario disporre di un campione che abbia una sezione piana di almeno 0,5 cm quadrati. Gli spettrometri sono dunque degli strumenti che hanno il compito di misurare e analizzare le componenti spettrali di un materiale. Grazie allo spettroscopio ottico è dunque possibile andare a misurare lo spettro della radiazione magnetica e scoprire particolari interessanti su ciò che si sta analizzando.

A cosa si applica la spettroscopia ottica?

Oggi la spettroscopia ottica può vantare diversi campi di applicazione, e sostanzialmente vi si fa ricorso per identificare e classificare composti e materiali di ogni tipo, siano essi organici o meno. Ricorrono dunque alla spettroscopia ottica realtà del settore industriale, militare, medico e scientifico, tra gli altri.

Tale classificazione viene eseguita attraverso specifiche camere spettrali, ovvero particolari tipi di telecamere che riescono a combinare misura e analisi associando a ciascun pixel il relativo aspetto luminoso. Dunque le camere spettrali rappresentano oggi un importante elemento del processo che consente di analizzare e monitorare ciascun procedimento produttivo in maniera tale da accertarsi che la qualità del prodotto finale sia sempre molto elevata

Monitorare gli ingressi tramite badge: quali vantaggi?

Registrare i passaggi ingresso e in uscita di tutte le persone che transitano all’interno di una sede in cui si svolge un’attività lavorativa è molto importante per garantire la sicurezza di tutti, soprattutto per quel che riguarda i dipendenti. Evitare infatti che eventuali malintenzionati possono accedere furtivamente, o comunque senza autorizzazione, all’interno dei locali nei quali viene svolta l’attività lavorativa, è di grande importanza per la sicurezza di tutti.

Inoltre, riuscire ad impedire a tutti coloro i quali non sono autorizzati, di entrare all’interno della sede aziendale è molto importante anche per fare in modo che non vengano eventualmente sottratti macchinari, dispositivi e tutte quelle attrezzature che vengono impiegate per le attività di lavoro quotidiane che possono avere anche un valore economico non indifferente.

Le ragioni per le quali vanno dunque filtrati gli accessi all’ingresso della sede aziendale sono molteplici, e riguardano sia aspetti prettamente economici che anche la sicurezza dei dipendenti nonché la tutela dei beni e delle risorse aziendali.

I badge rappresentano la soluzione perfetta

Uno dei metodi più efficaci e convenienti dal punto di vista economico per effettuare tale tipo di filtro, è adottare i classici badge che consentono l’apertura dei tornelli solo a quanti sono in possesso del badge personale, cioè i dipendenti ed il personale autorizzato in genere.

Cotini srl propone dei badge timbratura, di prossimità o magnetici in base alle preferenze, che sono perfetti per le necessità di qualsiasi azienda che desidera regolare gli accessi, le uscite e sapere in ogni momento dove si trovano i propri dipendenti all’interno della sede.

Tali badge sono assolutamente personalizzabili in quanto a colore, grafica, possibilità di inserimento logo e fotografia del dipendente.

È possibile ordinarne un quantitativo commisurato al numero di dipendenti o collaboratori che si prevede di dotare di tale dispositivo, ed è possibile usufruire della spedizione gratuita per quegli ordini il cui totale supera le 100€.

Acquistare o vendere un immobile a Monza

L’agenzia Giordano Mischi opera da oltre trent’anni nel settore immobiliare, e la sua affidabilità e serietà sono ampiamente riconosciute. L’agenzia è specializzata in soluzioni abitative di prestigio nella zona di Monza e della Brianza: parliamo dunque di immobili di lusso ma anche ville a Monza, attici ed altre soluzioni d’alto profilo. Lo staff garantisce sempre una consulenza chiara ed efficace, grazie all’immensa passione per questo lavoro ed il costante aggiornamento su ogni aspetto di questo settore. Passione e voglia di migliorarsi sono infatti dei capisaldi di questa rinomata agenzia, e rappresentano due fattori che le hanno consentito di ottenere grandi consensi e soprattutto la soddisfazione di chi ha già provato il servizio.

Se la tua necessità è quella di individuare un immobile o una villa che possa fare al caso tuo, l’agenzia Giordano Mischi si occuperà per te di effettuare specifiche valutazioni circa le potenzialità e le caratteristiche di ciascun immobile, fornendoti al tempo stesso consulenza tecnica per eventuali interventi di ristrutturazione e assistenza legale dall’inizio alla fine della tua esperienza d’acquisto. Se desideri invece  vendere un immobile, l’agenzia si occuperà di effettuare per te specifiche ricerche di mercato e studio dei migliori canali per la compravendita. Saranno adottate inoltre adeguate campagne pubblicitarie, conformi al livello di privacy richiesto dal cliente, e verranno forniti report periodici per aggiornare sull’efficacia della strategia di vendita e sulle visite effettuate da coloro che si sono mostrati interessati all’acquisto.

Il livello del servizio offerto è dunque davvero di prim’ordine, e ciò pone l’agenzia immobiliare Giordano Mischi in cima alle preferenze di quanti desiderano acquistare o vendere un immobile a Monza e in Brianza. È possibile fissare un appuntamento con un consulente contattando il recapito telefonico 0392315115, e la sede si trova in Via Italia 39 a Monza, all’interno di un elegante edificio storico.

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Filiera italiana del legno-arredo, recupero nel secondo semestre 2020 per il settore

Il legno-arredo chiude il 2020 con una contrazione del business pari a -10,8% rispetto all’anno precedente. Dopo i dati negativi del primo semestre dell’anno, secondo i preconsuntivi elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo emerge che i mesi estivi sono stati fondamentali per recuperare in termini di fatturati e vendite quanto perso in precedenza. Per il mese di aprile 2020 si stimavano infatti perdite fra il 35 e il 45% rispetto ad aprile 2019, mentre a giugno si prevedeva una chiusura a fine anno del -16%.

Le agevolazioni fiscali limitano la caduta dovuta alla pandemia

Il tessuto industriale della filiera è composto da circa 73mila aziende, prevalentemente Pmi. A determinare la flessione del fatturato totale sono sia il mercato interno (-9,4%) sia quello estero (-13,1%). Sul fronte import (-14,7%) si riscontra una diminuzione più marcata rispetto alla produzione per il mercato interno, a dimostrazione del rallentamento dei flussi di scambio a livello globale dovuti proprio all’emergenza Covid. A limitare la caduta sono state infatti le agevolazioni fiscali disponibili per il 2020, insieme al desiderio degli italiani di rinnovare la propria abitazione, riporta Adnkronos.

Contrazione significativa soprattutto per il retail e l’hospitality

Subiscono una contrazione significativa soprattutto i comparti legati al mondo non residenziale degli uffici, del retail e dell’hospitality. Non si registrano sostanziali differenze invece tra arredo (-11%) e legno (-10%), mentre subisce una maggior contrazione il commercio legno (-14%), a causa di un progressivo e costante aumento del prezzo delle materie prime e delle numerose difficoltà negli approvvigionamenti a livello globale.

“I vari comparti della filiera che rappresentiamo sono così diversi fra loro che ognuno ha vissuto e reagito alla crisi in maniera diversa – sottolinea il presidente di Fla, Claudio Feltrin -. Certamente il Contract ha sofferto, e continua a soffrire più di altri settori. Alberghi, aeroporti, luoghi pubblici chiusi hanno coinciso con una contrazione di spesa in questa direzione, mentre l’arredo casa ha beneficiato della permanenza forzata fra le mura domestiche”.

La mancanza del Salone del Mobile ha penalizzato il macrosistema arredamento

Se Francia, Germania e Stati Uniti si confermano i primi sbocchi commerciali per i prodotti italiani della filiera legno-arredo, a seguito dei numerosi lockdown e del pesante rallentamento degli scambi internazionali fino a maggio 2020 le esportazioni hanno accusato una forte contrazione, portando l’export a un -13,1% complessivo. Ma oltre al fermo produttivo e alla chiusura delle aziende, nel primo semestre dell’anno ha penalizzato il macrosistema arredamento anche la mancanza del Salone del Mobile, da cui derivano gli ordinativi principali delle aziende. Tanto che il comparto più colpito è indubbiamente quello degli allestitori, con un -90% di fatturato perso a causa della cancellazione di tutte le fiere nazionali e internazionali.

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Ragazzi sempre più connessi. Anzi, sempre connessi

Sei adolescenti su 10 dichiarano di passare in media fra le 5 e le 10 ore al giorno connessi ai dispositivi. Solo un anno fa erano 3 su 10. E un ragazzo su 5 si dichiara “sempre connesso”. Appare evidente come l’emergenza sanitaria abbia inciso notevolmente sulla vita digitale delle ragazze e dei ragazzi italiani. Si tratta di alcune evidenze emerse dall’indagine realizzata dal portale Skuola.net insieme all’Università degli Studi di Firenze e l’Università degli Studi di Roma La Sapienza per Generazioni Connesse, il Centro italiano per la Sicurezza in Rete, guidato dal Ministero dell’Istruzione.

Cresce il cyberbullismo, ma anche la solidarietà in rete

Secondo l’indagine, il 59% degli intervistati segnala inoltre una crescita degli episodi di cyberbullismo negli ultimi mesi, mentre un anno fa la quota era del 20%. L’85% dichiara però di avere fornito consigli a un proprio coetaneo relativamente all’uso corretto del web: cresce, quindi, la consapevolezza e la solidarietà tra i ragazzi e le ragazze in rete. In questi mesi, infatti, attraverso la rete e la condivisione dei contenuti, è cresciuto anche l’impegno sociale di studentesse e studenti nei confronti di temi rilevanti, come il Climate Change e il Global Warming, o ancora, il movimento Black Lives Matters. Tanto che il 53% dei partecipanti, riporta Italpress, dichiara di aver usato i social per impegnarsi a sostenere queste cause.

Una Giornata dedicata all’uso positivo di Internet

“Anche quest’anno il Ministero dell’Istruzione celebra, con diverse iniziative, il Safer Internet Day, la Giornata mondiale dedicata all’uso positivo di Internet – dichiara la ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina -. Una ricorrenza importante che vede nei giovani i principali protagonisti, ed è anche occasione per interrogarci tutti su come guidare al meglio i nostri ragazzi e le nostre ragazze a una navigazione sicura e consapevole nella realtà digitale. E noi adulti – prosegue Azzolina – non possiamo certo ignorare il dilagare di fenomeni odiosi di violenze e aggressioni, verbali o psicologiche, come il bullismo, il cyberbullismo o le violenze di genere, che trovano proprio nella rete terreno fertile e nei giovani i principali bersagli”.

Scuola e famiglia sono presidi fondamentali

Occorre quindi che scuola e famiglia restino unite per contrastare un nemico comune, poiché si tratta di presìdi fondamentali nell’educazione all’uso appropriato delle nuove tecnologie.

“La scuola deve guardare al futuro ed essere in grado di promuovere una cultura che aiuti a comprendere e, quando serve, a denunciare – aggiunge Azzolina -. I giovani non vanno mai lasciati soli di fronte a questi rischi, e le sole vie per poter contrastare il dilagare di tali fenomeni sono la consapevolezza e la conoscenza”.

 

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I conti dello smart working: quanto costa lavorare da casa?

Tra le principali novità introdotte nelle nostre vite negli ultimi mesi c’è sicuramente lo smart working. Il lavoro da remoto, insieme alla didattica a distanza, è uno degli aspetti che più ha rivoluzionato le nostre abitudini. Niente scrivania al proprio posto di lavoro, quindi, perché le proprie mansioni si svolgono a casa. Per moltissimi, infatti, il salotto o la camera si sono trasformati di colpo in un ufficio. Ma – oltre a una certa comodità per molti, che permette di evitare trasferimenti e orari complicati – quanto ha inciso sulle bollette di casa questa nuova “normalità”? Ovvero, quanto ci costa in termini di elettricità, gas, Internet? A fare i conti è l’ultimo report SOStariffe.it, che ha stimato tutte le maggiorazioni di spesa dovute alle attività di studio/lavoro casalingo nel 2020 scoprendo che in media gli italiani hanno speso tra 145 (i single) e 268 euro in più (le famiglie).

Single, coppia o famiglia?

Naturalmente la situazione è diversa a seconda della composizione del nucleo familiare. Per questo l’indagine ha preso come riferimento tre profili di consumatore tipo: il single, la coppia e la famiglia. Si è calcolata la spesa media annuale di ciascuno e, tramite simulazioni, si è potuto stimare l’incremento dei consumi dovuto alle nuove attività da casa. È emerso che, nel complesso, i single hanno speso 145 euro in più, le coppie se la sono cavata aggiungendo 193 euro alle solite bollette e, infine, le famiglie hanno dovuto mettere in conto 268 euro in più. Il profilo di consumatore-tipo che ha risentito di più dei rincari dovuti allo smart working sono proprio le famiglie (quelle considerate dallo studio SOStariffe.it sono composte da due genitori e un figlio).

Approfittare delle offerte del libero mercato

Complessivamente i nuclei familiari hanno speso, in media, 2058 euro per le bollette nel corso del 2020 (di cui 1661 per la luce e il gas e 397 per la connessione da rete fissa). In questo caso l’incremento di spesa sostenuta in smart working si aggira sui 268 euro. Per risparmiare sulle utenze, consigliano gli esperti di SOStariffe, l’indicazione è di passare al libero mercato individuando le migliore offerta luce o gas, magari una promozione di tipo dual fuel. P er quanto riguarda la connessione domestica, invece, ci sono offerte con la fibra ottica Ftth, a meno di 30 euro mensili. Tra le novità a sostegno delle famiglie c’è anche il bonus smart working, un’agevolazione in arrivo che potrebbe essere erogata sotto forma di contributo una tantum.

 

 

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La pandemia dà nuova vita al mercato dell’usato

Crisi economica, esigenze di risparmio, consapevolezza del valore dell’economia circolare danno nuova vita al mercato dell’usato. In tanti vendono oggetti che non servivano più, e ne cercano altri più adatti alle esigenze, e in entrambi i casi questo genera risparmio e guadagno per 7 italiani su 10. Da marzo a oggi, poi, il 67% degli italiani ha acquistato o venduto almeno un oggetto usato, un dato in aumento rispetto al 49% del 2019.

La conferma arriva dall’indagine La Second Hand ai tempi di Covid-19, condotta a novembre 2020 da BVA Doxa per Subito, la piattaforma per vendere e comprare online prodotti di seconda mano.

Il risparmio guida la compravendita dell’usato

Se per il 39% degli italiani comprare “usato” è un’abitudine, il 28% lo fa per risparmiare, percentuale che sale al 33% per chi lo acquista. La modifica delle abitudini quotidiane e il contesto di emergenza degli ultimi mesi hanno fatto crescere però la motivazione economica. Il 47% infatti è ricorso al second hand per risparmiare o guadagnare dalla vendita, anche se si è rivelato un modo per poter comprare un modello superiore o più evoluto per il 20% (29% per i venditori), oppure il modo migliore per trovare pezzi unici, d’antiquariato o da collezione (16%), o di poter far fronte a cambiamenti emersi con la pandemia (15%). Tra le ragioni rientra anche il contributo all’abbattimento degli sprechi (34%), la riduzione dell’impatto ambientale (19%), e la consapevolezza di cosa serve e di cosa invece si può fare a meno (15%).

La second hand è online

A guidare la compravendita dell’usato in Italia da marzo a oggi c’è sicuramente il canale online, utilizzato dal 77% degli acquirenti (vs 58% del 2019) e dall’81% dei venditori (vs 66% del 2019). Una crescita cifra dettata sicuramente dalla difficoltà della compravendita fisica in questi mesi, ma anche dalla digitalizzazione forzata portata dalla pandemia. Ma cosa comprano di seconda mano gli italiani? Prediletti da chi acquista sono soprattutto gli articoli legati a casa&persona (72%) seguiti da sport&hobby (58%), elettronica (56%) e veicoli (32%). Tra gli articoli più comprati spiccano libri e riviste (31%), arredamento e casalinghi (28%), articoli informatici (27%) come pc, tablet e portatili, telefonia (18%), ed elettrodomestici (17%), a conferma delle nuove abitudini di lavoro da casa e della riscoperta di alcune passioni personali sviluppate a partire dal primo lockdown.

Per il 67% diventerà un’abitudine anche in futuro

Per quanto riguarda le vendite, gli italiani hanno venduto principalmente oggetti della categoria casa&persona (68%), elettronica (52%), sport&hobby (48%) e veicoli (24%). Tra le categorie di articoli più venduti si trovano invece abbigliamento e accessori (28%), arredamento e casalinghi (25%), libri e riviste (22%), informatica (20%), ed elettrodomestici (17%). In ogni caso, il 67% di chi ha fatto second hand in questi mesi dichiara che diventerà un’abitudine anche in futuro, mentre per il 29% sarà un supporto economico finché continuerà la situazione di emergenza. Solo il 4% dichiara che non la utilizzerà più.

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Per le startup italiane finanziarie e assicurative il Covid è un’opportunità

Delle oltre 300 startup Fintech e Insurtech italiane censite nel 2020 il 54% non ha subito un impatto negativo dopo il primo lockdown. Anzi, sull’onda dei nuovi bisogni espressi dai clienti il 19% ha addirittura colto nuove opportunità di business.

“Il Covid ha impresso una decisa accelerazione alla digitalizzazione del settore finanziario e assicurativo italiano sia dal punto di vista della domanda sia dell’offerta di servizi – conferma Marco Giorgino, direttore scientifico dell’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano -. Se il Fintech è sempre stato considerato un’opportunità, ora è diventato anche una grande necessità che non potrà che rendere più efficiente il sistema”.

Nell’emergenza è cresciuto anche l’uso di servizi Fintech e Insurtech

Da quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio Fintech & Insurtech risulta inoltre che dal lockdown è arrivata una spinta ai nuovi conti digitali. Ad aprile i clienti online delle banche sono aumentati in media del 17% rispetto allo stesso periodo 2019, le transazioni digitali sono cresciute del 32%, e i nuovi clienti acquisiti digitalmente sono saliti del 75%. Nell’emergenza è cresciuto anche l’uso di servizi Fintech e Insurtech, in particolare quelli di identità digitale (utilizzata dal 48% dei consumatori), di telemedicina inclusi nella polizza (6%) e di Robo Advisoring (6%), anche se alcuni pensano che l’effetto potrebbe essere di breve periodo, legato alle necessità contingenti.

Italiani pronti a sperimentare soluzioni alternative

Di fatto, a quanto emerge dall’analisi dell’Osservatorio gli italiani confermano la fiducia in banche e assicurazioni tradizionali, ma sono pronti a sperimentare soluzioni alternative. Soprattutto per piccoli finanziamenti, il 53% dei risparmiatori si affiderebbe ad attori innovativi, fra cui produttori di smartphone come Apple e Samsung (21%), startup (19%), siti di e-commerce come Amazon (19%), e aziende internet come Google e Facebook (17%), riporta Askanews.

I consumatori chiedono alle banche la stessa immediatezza di e-commerce e social network

L’emergenza sanitaria ha scosso le abitudini e le esigenze dei consumatori, ma ha portato anche innovazione. “Abituati all’interazione digitale con attori di e-commerce o social network, richiedono la medesima immediatezza ed efficacia ai servizi di banche e assicurazioni”, afferma Laura Grassi, Direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech.

Anche in ambito finanziario emerge quindi la richiesta di una user experience di qualità, riferisce Insurzine.

“Velocità di risposta e trasparenza sono ormai caratteristiche imprescindibili, ma è da sottolineare come cresca l’attenzione alla sostenibilità – aggiunge Laura Grassi -. E l’esperienza richiesta dai consumatori a banche e assicurazioni può essere garantita solamente attraverso la collaborazione con altri attori e startup”.

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A settembre tornano a crescere gli attacchi informatici

In Italia i mesi estivi sono stati caratterizzati da un calo dei reati informatici, ma a settembre il cybercrime è tornato in azione. Dal terzo rapporto sulle minacce informatiche nel 2020 in Italia, elaborato dall’Osservatorio sulla Cybersecurity di Exprivia, emerge un andamento che sembra marciare parallelo a quello della pandemia di Coronavirus. Nell’ultimo trimestre infatti, tra attacchi informatici, incidenti e violazioni della privacy sono stati segnalati 148 episodi, circa la metà dei quali solo a settembre (70). La PA è il settore più colpito, con i Comuni tra gli obiettivi più vulnerabili.

PA, Finance, Industry e Sanità i settori più colpiti

Rispetto al trimestre precedente è raddoppiato il numero di episodi riguardanti la PA (34 attacchi), la metà dei quali nel solo mese di settembre a causa della ripresa delle pratiche telematiche. Tra gli obiettivi preferiti dai criminali i Comuni, spesso non in grado di affrontare le minacce informatiche in maniera adeguata, seguiti dal settore Finance (23 episodi, +44% rispetto al secondo trimestre 2020), il settore Industry (+33%), con attacchi che hanno riguardato in particolare le aziende energetiche e manifatturiere, e la Sanità, dove i fenomeni aumentano del 38%. Chiude la classifica dei settori più colpiti il Retail, che ha visto quasi triplicare gli eventi negli ultimi tre mesi.

Le tecniche di attacco sono sempre più complesse

Tra i settori in calo, l’Education, che subisce appena un quarto dei fenomeni rilevati nel trimestre precedente, per via della mancanza di attività scolastiche e universitarie durante l’estate. Dimezzati, inoltre, gli eventi registrati nella categoria Others (settori produttivi minori e altri ambiti, inclusi i sistemi di accesso alla Rete dei cittadini e le truffe nei loro confronti), oltre che gli attacchi ai profili social di personaggi pubblici. Gli esperti di Exprivia sottolineano nel periodo di analisi un calo degli attacchi informatici dell’11% rispetto al trimestre aprile-giugno (da 119 a 107), mentre gli incidenti (25) hanno subito una riduzione del 46%. Probabilmente le tecniche di attacco sono sempre più complesse e risulta più difficile identificare in maniera efficace i cyber-criminali, e quindi dare contezza degli incidenti.

Oltre il 58% riguarda il furto dei dati

Oltre il 58% degli episodi continua a provocare come danno il furto dei dati, superando di gran lunga le perdite di denaro e le violazioni della privacy, che contano comunque 16 episodi (quasi il triplo dei tre mesi precedenti), per un totale di circa 18 milioni di euro di sanzioni irrogate dal Garante per la protezione dei dati personali. Tra le tecniche più sfruttate primeggia il phishing-social engineering (62 eventi), che colpisce in maniera particolare utenti distratti o con poca conoscenza delle modalità di adescamento tramite e-mail o social network. Seguono, entrambi con 37 eventi, i malware, il cui utilizzo è triplicato nel corso dei nove mesi, e gli unknown, nuove metodologie sperimentate dagli hacker per non essere rilevati dai meccanismi di difesa tradizionali.

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Business jargon, il gergo del lavoro globalizzato è in inglese

Il mercato del lavoro è sempre più globalizzato: sono in molti a lavorare in aziende internazionali e spesso le conversazioni o le riunioni si svolgono in lingua inglese. Genevieve Sabin, responsabile dei corsi di Business English nel team di Didattica di Babbel, ha stilato un glossario con le espressioni più frequenti del gergo degli affari, il cosiddetto business jargon. Come All hands on deck, traducibile con “serve l’aiuto di tutti”. Un termine che deriva dell’ambiente nautico e si usa per richiedere la partecipazione di tutta l’azienda in un determinato progetto. O Hit the ground running, che significa invece “partito in quarta”, e si usa sia per i neo assunti o in generale per qualsiasi nuovo progetto iniziato con entusiasmo.

Helicopter view, Let’s touch base o To boil the ocean?

Helicopter view è invece un’espressione che fa riferimento a una visione di insieme, tipica dei Ceo e dei manager, mentre Elevator pitch o elevator speec viene utilizzato per descrivere una presentazione rapidissima, metaforicamente della durata di una tratta in ascensore, riferisce Ansa. Nel gergo del business si usano poi espressioni come Let’s touch base (espressione mutuata dal baseball che significa aggiornarsi con qualcuno), o To boil the ocean (“bollire l’oceano”, metaforicamente “fare l’impossibile” o “fare miracoli”), o ancora Let’s take this offline, solitamente utilizzato quando qualcuno fa un commento non rilevante durante una riunione.

Dal baseball alla musica

Ballpark figure e back of the envelope invece hanno entrambi il significato di una stima approssimativa. Il primo, anch’esso proveniente dal mondo del baseball, viene utilizzato da contabili o venditori, mentre il secondo descrive un calcolo fatto approssimativamente su un qualsiasi pezzo di carta, come il retro di una busta. To drill down vuol dire poi fare un’analisi approfondita per identificare la causa di un problema, e Let’s play it by ear, significa affrontare una situazione man mano che si sviluppa. Viene dal mondo della musica, ma in italiano potrebbe corrispondere all’espressione “navigare a vista”.

E “To move the needle” si usa per dire che qualcosa letteralmente “muove l’ago”, ovvero, che fa la differenza. Tipicamente utilizzato nel marketing, nelle vendite e anche in finanza, si usa quando un nuovo prodotto aumenta notevolmente i ricavi dell’azienda.

Le espressioni più insolite

Ci sono poi una serie di espressioni idiomatiche che possono suonare un po’ bizzarre a chi non è madrelingua, come “we have to punch a puppy” (dare un pugno al cucciolo), ovvero intraprendere azioni impopolari per il bene dell’azienda. O ancora, “putting socks on an octopus” (mettere i calzini a un polpo), tentare un’impresa impossibile, o “flogging a dead horse” (frustare un cavallo morto) che indica sforzi inutili e una perdita di tempo, oppure “to eat your own dog food” (mangiare il cibo del proprio cane), ovvero promuovere il proprio prodotto utilizzandolo anche all’interno dell’azienda. Un’espressione viene utilizzata ad esempio quando gestori del portafoglio finanziario investono i loro soldi insieme a quelli degli azionisti.

 

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Made in Italy, reshoring e sostenibilità al centro dei consumi post Covid

Made in Italy, reshoring e sostenibilità saranno gli elementi differenzianti nello scenario post Covid-19. Nel new normal, in un’ottica di solidarietà collettiva, sul lato consumi si attende la preferenza per prodotti sicuri e gratificanti, con un balzo in avanti per l’e-commerce, specie nell’e-grocery, mentre sul lato business la parola d’ordine sarà collaborazione. Il rilancio dei consumi post pandemia è stato al centro del quinto digital event Italia 2021-Competenze per riavviare il futuro, organizzato da PwC Italia. Dall’evento, a cui hanno partecipato le principali Istituzioni, Associazioni di categoria e imprese del settore, sono emerse le priorità da parte delle aziende consumer e retail per riavviare i consumi e l’economia del Paese.

Azioni di sistema sulla filiera Moda

Se nel Food le aziende hanno perso 3 anni di fatturato per la moda si attende una contrazione del -18,6% rispetto al 2019 (Prometeia e Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo). L’Italia, primo produttore di moda di lusso al mondo e nel tessile, abbigliamento e accessori in Europa deve difendere il suo primato, anche con misure straordinarie. A giugno infatti è stato siglato un percorso strategico la ripresa del commercio internazionale che prevede una campagna di comunicazione internazionale a favore del Made in Italy, sviluppo dell’ecommerce attraverso accordi con le piattaforme internazionali, finanza potenziata e semplificata a vantaggio delle imprese.

Puntare su digitalizzazione e sostenibilità

Durante il lockdown l’e-commerce è esploso nel retail food. La GCIS Pulse 2020 di PwC rivela che il 31% di italiani ha scelto il canale online per il grocery e l’85% di questi continuerà a usarlo. È auspicabile perciò che vengano potenziate misure per favorire investimenti sul digitale ed e-commerce, oltre a misure per evitare situazioni di oligopoli. È opportuno inoltre agevolare gli investimenti nell’economia circolare, come precede il Decreto attuativo del MISE di luglio, che mette a disposizione 140 milioni di euro di agevolazioni per progetti di R&S a elevato contenuto di innovazione tecnologica e sostenibilità.

Miglior accesso alla liquidità, Reshoring & Industry 4.0

Secondo l’Istat oltre la metà delle imprese prevede una mancanza di liquidità fino alla fine del 2020, e se il 42,6% ha scelto di accendere un nuovo debito bancario più di 4 imprese su 10 hanno richiesto accesso alle misure di sostegno.

Sarebbe quindi opportuno favorire l’accesso alla liquidità alle aziende, snellendo le procedure di emissioni di linee di credito e rafforzando fondi di garanzia. E se in Italia il tema del reshoring è percepito come leva strategica del Made in Italy un’azienda su due sta accelerando i processi d’automazione, rendendo lo smart working una modalità permanente. Un primo passo è stato compiuto grazie ai finanziamenti previsti dal piano Industria 4.0, che sarebbe opportuno rilanciare e potenziare, insieme a ulteriori incentivi che favoriscano innovazione e investimenti in R&S.