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La tua nuova villa in Brianza? Da Franco Guerrieri

Oggi vogliamo occuparci di una “marchetta”, ma una di quelle davvero utili a chi ci legge. Il mondo degli agenti immobiliari, almeno in Italia, è da sempre caratterizzato da una certa approssimazione: ragazzotti in giacca e cravatta che lavorano sui numeri, presunti guru il cui unico obiettivo è quello di deprezzare l’immobile del cliente o scarsi venditori la cui consulenza è spesso paragonabile a quella che potrebbe offrire un amico o un conoscente. Prendiamo come riferimento il territorio della Brianza: ci sono zone con prezzi medi e standing sociale più bassi (diciamo la zona nei dintorni di Monza andando verso Milano e lungo la Valassina) come altre decisamente più ricercate e dai prezzi medio-alti (le prime colline nella zona di Montevecchia, e dintorni di Arcore), e la conoscenza di questo territorio è davvero indispensabile per orientarsi al meglio nella compravendita immobiliare.

Anche la tipologia di immobili, nel territorio brianzolo, si sposta più verso la proposta di prestigio: villette o ville unifamiliari, talvolta di livello davvero importante, richiedono l’esperienza e la conoscenza del mercato specifico per essere “trattati” nel migliore dei modi, sia a tutela di chi vende (giusto prezzo, massima consulenza al fine di migliorare la resa degli appuntamenti) che di chi compra (soddisfazione delle esigenze). E qui entra in ballo Franco Guerrieri, esperto di ville in Brianza. Con i propri uffici situati nel cuore di Monza, Franco Guerrieri è da decine di anni dedicato al mondo degli immobili di prestigio, e perfettamente allineato alle dinamiche che tali tipologie di case prevedono: dalla prima valutazione alla giusta conoscenza dei clienti che vogliono visitare gli immobili, il contributo che è in grado di fornire ad acquirenti e venditori risulta determinante. L’attenzione ad aspetti quali la rivalutazione, gli interventi di ristrutturazione necessari, i consumi energetici e le strutture dei dintorni è davvero elevata e fa parte del bagaglio professionale dell’agenzie e dei suoi agenti.

Le proposte dell’agenzia spaziano inoltre su tutto il territorio di Monza e della Brianza: Monza città, Lesmo e Casatenovo sono alcuni dei comuni dove la disponibilità di immobili è in questo momento maggiore, ma il servizio dell’agenzia comprende anche una ricerca di immobili specifici e su richiesta, con particolari caratteristiche di pregio e di soluzioni abitative. Il sito web è moderno ed intuitivo, e vi consigliamo fortemente di prendere un appuntamento con Franco Guerrieri, che saprà guidarvi al meglio in un mercato così complesso e diversificato.

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Ambientalisti, promuovere la mobilità sostenibile dopo l’emergenza

Quando finirà il periodo di quarantena la bici sarà un mezzo sicuro per girare in città senza pericolo di infettarsi. Soprattutto durante la fase 2, in cui salire sui mezzi pubblici sarà un’impresa, con gli accessi scaglionati per mantenere le distanze. Le associazioni ambientaliste puntano sulla bici per ripensare la mobilità urbana dopo il lockdown, e col virus ancora in giro. Ma non solo, propongono anche di spingere sul car sharing, e di non abbandonare lo smart working utilizzato in questi giorni. L’obiettivo per chi ha cuore l’ambiente è approfittare di questa emergenza per rendere più sostenibile il traffico urbano. Il rischio è che, con l’accesso limitato ai mezzi pubblici, le persone siano costrette a usare, aumentando traffico e inquinamento atmosferico.

Alla ripresa mezzi pubblici sicuri e piste ciclabili provvisorie

L’inquinamento atmosferico causato dal traffico, come ipotizzano diversi studi, potrebbe rendere più letale il coronavirus, indebolendo i polmoni. A questo proposito Legambiente ha presentato un piano in cinque punti ai sindaci italiani per riorganizzare la mobilità dal 4 maggio. In primo luogo, è fondamentale rendere sicuri i mezzi pubblici, con tornelli e controlli per evitare gli affollamenti, sanificazione, mascherine obbligatorie e orari ripensati.

Poi, realizzare piste ciclabili provvisorie su tutte le arterie principali, restringendo le carreggiate delle auto con strisce o barriere.

Le proposte di Legambiente

“È la soluzione che stanno praticando già diverse città del mondo – scrive Legambiente – da Montpellier, con una striscia di vernice e cordoli di protezione con conetti provvisori, a Berlino allargando le piste ciclabili con nuove strisce laterali. Stesse misure decise a Bogotà, a Vancouver, New York, Boston e Parigi. In Nuova Zelanda – continua Legambiente – il Governo ha deciso di finanziare queste misure da parte dei Comuni. Questi interventi sono a costo quasi zero”.

L’associazione propone il rafforzamento della sharing mobility, con auto soprattutto elettriche, bici, e-bike, scooter elettrici e monopattini, incentivi alla rottamazione dell’auto e alla mobilità sostenibile, sgravi fiscali per lo smart working, che riduce il traffico dei pendolari.

Seguire l’esempio di New York e Bogotà

Anche in Italia qualcosa si sta muovendo. A Roma, ad esempio, le associazioni ciclistiche Fiab e Salvaiciclisti hanno proposto alla sindaca Virginia Raggi un piano dettagliato di piste ciclabili sulle vie principali, restringendo le carreggiate alle auto.  Esattamente quanto ha fatto nei giorni scorsi Bogotà, la capitale della Colombia, che ha realizzato 76 chilometri di piste ciclabili in più, per permettere ai cittadini di non accalcarsi sui mezzi pubblici. Intanto, a New York gli spostamenti in bici da marzo sono raddoppiati, dopo l’invito del sindaco Bill De Blasio ad andare a piedi o pedalare, per evitare di contagiarsi su treni e metro.

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Emergenza Covid-19, boom per le consegne a domicilio

La quarantena imposta dall’emergenza Coronavirus fa volare le consegne a domicilio. Gli acquisti spingono le vendite “sotto casa”, con un aumento per la media distribuzione e i negozi di alimentari di circa il 50%, e picchi di crescita fino al 100-120% per gli alimentari dei piccoli comuni più isolati. Insomma, l’Italia riscopre i camioncini con le sporte della spesa pronti a fermarsi ai portoni per consegnare provviste alimentari ordinate online o via whatsapp, sempre più utilizzati per rimanere in contatto con i fornitori. E poiché i mercati sono chiusi per il contenimento del contagio, cooperative sociali e aziende agricole propongono consegne porta a porta per chi non vuole rinunciare alla spesa ordinata direttamente “dal contadino”.

Un modo per sostenere contadini e allevatori

Le reti già esistenti, come Kalulu, l’Alveare, così come altri gruppi con siti online che mettono in contatto diretto produttori e consumatori, sono pronti a consegnare la spesa a domicilio. Sono modi per sostenere le economie virtuose che animano e custodiscono i nostri territori perché contadini e allevatori non si fermano. Inoltre, se dalla crisi la Grande Distribuzione ne uscirà rafforzata le realtà più piccole ne usciranno penalizzate. E attivarsi per non interrompere il rapporto con loro è un’opzione da valutare con responsabilità.

Non ci sono problemi di approvvigionamento delle merci

Quanto al timore di trovare negozi e supermercati vuoti, non c’è da preoccuparsi. “Il ritmo delle vendite continua a essere altissimo, ma non ci sono problemi di approvvigionamento delle merci – afferma la presidente di Fida Confcommercio, Donatella Prampolini -. Se c’è qualche ritardo è fisiologico, perché magari può capitare che ci sia personale ridotto nei magazzini per turni o malattie, e quindi di conseguenza questo provoca ritardo negli arrivi delle merci sugli scaffali”.

Rassicurazioni sugli approvvigionamenti arrivano anche dalla Grande Distribuzione, dove dopo il boom delle scorse settimane, le vendite si vanno normalizzando. Nell’ultimo weekend hanno registrato una piccola flessione, probabilmente per riassorbire tutte le scorte fatte in precedenza, riporta Ansa.

Gli addetti del commercio chiedono protezione

“Ora il trend è verso la normalizzazione – commenta Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione – fatto salvo il fatto che sono venuti meno i consumi fuori casa e che quindi quelli domestici aumenteranno un po’, ma senza nessun eccessivo stress da domanda”.

I timori per la sicurezza degli addetti continuano però ad accomunare il mondo del commercio. Dai negozi, grandi e piccoli, ai supermercati fino alle maxi piattaforme dell’online gli addetti chiedono protezione. E se negli stabilimenti italiani di Amazon si registra un vero e proprio stato di agitazione, aumentano i punti vendita che decidono per la chiusura domenicale per consentire una pausa ai propri dipendenti

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Tecnologia, un quinto delle vendite si concentra nel Golden Quarter

L’ultima parte dell’anno è caratterizzata da una serie di eventi promozionali dall’impatto sempre più significativo sull’andamento dei Technical Consumer Goods. La combinazione di Black Friday, Cyber Monday, Natale e saldi invernali, il cosiddetto Golden Quarter, pesa un quinto di tutte le vendite per la tecnologia di consumo registrate nel corso dell’anno, con un incremento del +6% rispetto al 2018.

Secondo i dati di GfK POS, Black Friday, Cyber Monday, Natale e saldi invernali presentano però dinamiche diverse. Se nel 2019 il Black Friday ha registrato un incremento delle vendite a valore del +114% rispetto alla settimana media rimangono comunque molto positivi il periodo del Natale e dei saldi invernali, con incrementi rispettivamente del +45% e del +12% rispetto alla settimana media.

Il Black Friday è l’evento promozionale più importante dell’anno

Secondo GfK POS il trend di crescita rallenta in prossimità del Natale, per poi ripartire nelle settimane successive, ma è il Black Friday l’evento promozionale più importante dell’anno. Questo, in tutti i Paesi, anche se la crescita delle vendite nel 2019 è stata meno marcata dove è ormai un fenomeno consolidato, come Germania, Italia, Polonia, Francia e Gran Bretagna.

“Negli ultimi anni il desiderio di acquisto legato a momenti come il Black Friday è sempre più anticipato – spiega Norbert Herzog, esperto GfK in ambito Retail -. I nostri dati mostrano una forte crescita delle vendite nelle settimane precedenti al Black Friday: ad esempio, nel 2019 abbiamo registrato un +17% nella settimana subito prima a quella del Black Friday”.

Un traino per le vendite online

Nel 2019, durante il Golden Quarter la Tecnologia di consumo ha registrato sul canale online performance in linea con quelle della settimana media. L’unica eccezione è rappresentata dal Black Friday, che ha visto un picco di oltre il +200% del canale online, rispetto alla settimana media. Durante questi periodi promozionali, i consumatori tendono a cercare informazioni direttamente sui siti dei retailer, piuttosto che utilizzare i motori di ricerca. Questa rappresenta un’enorme opportunità per i retailer per incrementare il traffico sul sito e programmare meglio le campagne.

I prodotti più acquistati durante il Golden Quarter

Durante le promozioni di fine anno i consumatori hanno acquistato soprattutto prodotti “premium”, o comunque con un buon rapporto qualità-prezzo. Più in dettaglio, durante il Black Friday 2019 la spesa si è concentrata soprattutto sull’Elettronica di consumo, seguita da Piccolo Elettrodomestico e IT. A Natale, invece, è il Piccolo Elettrodomestico il più acquistato, mentre Fotografia e Telecomunicazioni registrano performance positive sia a Natale sia nelle settimane immediatamente successive.   Tra i prodotti che hanno venduto particolarmente bene durante il Black Friday, le fotocamere digitali in Spagna e in Italia, gli altoparlanti in Germania, le TV in Polonia e Brasile, le videocamere nel Regno Unito, e gli Home Audio Systems in Francia.

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Il “paniere” Istat si aggiorna, ora include i cibi a domicilio e il monopattino elettrico

Anche quest’anno l’Istat rivede e rinnova l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento per la rilevazione dei prezzi al consumo. Ogni anno infatti l’Istat aggiorna l’elenco dei prodotti inseriti, e contestualmente, le tecniche d’indagine e i pesi con i quali i diversi prodotti contribuiscono alla misura dell’inflazione. Tra le novità del nuovo paniere, le Automobili elettriche e ibride elettriche, il Monopattino elettrico, e il Sushi take away. Ma anche i Trattamenti estetici per uomo e il servizio di Lavatura e stiratura camicia.

La principale novità del 2020 però è l’ampliamento dell’utilizzo dei prezzi registrati alle casse mediante scannerizzazione dei codici a barre (scanner data) a nuovi canali distributivi del commercio al dettaglio della Grande Distribuzione Organizzata (GDO).

I nuovi canali distributivi della GDO e 1.681 prodotti elementari per gli indici NIC e FOI

Con riferimento ai beni alimentari confezionati e ai beni per la cura della casa e della persona, si tratta dei discount, delle piccole superfici di vendita e degli specialist drug, che si aggiungono così a ipermercati e supermercati. Nel paniere del 2020 utilizzato per il calcolo degli indici NIC per l’intera collettività nazionale, e FOI, per le famiglie di operai e impiegati, ora figurano 1.681 prodotti elementari, contro ai 1.507 nel 2019, raggruppati in 993 prodotti, a loro volta raccolti in 410 aggregati.

Le nuove abitudini di spesa e l’evoluzione di norme e classificazioni

Per il calcolo dell’indice IPCA (armonizzato a livello europeo) si utilizza invece un paniere di 1.700 prodotti elementari (erano 1.524 nel 2019), raggruppati in 1.012 prodotti e 414 aggregati. L’aggiornamento dei beni e servizi compresi nel paniere tiene conto delle novità emerse nelle abitudini di spesa delle famiglie, dell’evoluzione di norme e classificazioni e in alcuni casi arricchisce la gamma dei prodotti che rappresentano consumi consolidati.

Nessun prodotto però esce dal paniere nel 2020, poiché tutti quelli già presenti non mostrano segnali di obsolescenza tali da motivarne l’esclusione.

New entry: Apparecchi acustici e Applicazione dello smalto semipermanente

Per l’ingresso di nuovi prodotti rappresentativi dell’evoluzione nelle abitudini di spesa delle famiglie tra i mezzi di trasporto ora rientrano anche le Automobili elettriche e ibride elettriche, e il Monopattino elettrico, mentre tra i servizi di ristorazione, il Sushi take away e la Consegna pasti a domicilio. Entrano poi nel paniere il Servizio di barba e baffi, i Trattamenti estetici per uomo e gli Apparecchi acustici. Ad arricchire la gamma dei prodotti che rappresentano i consumi consolidati sono poi inclusi nel paniere il servizio di Lavatura e stiratura camicia (tra i Servizi di lavanderia abiti) e l’Applicazione dello smalto semipermanente (tra i Trattamenti di bellezza).

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YouTube limita raccolta dati e pubblicità per tutelare i bambini

YouTube vuole impegnarsi per tutelare i bambini. E lo fa imponendo una nuova regola per limitare la raccolta dei dati personali e i contenuti pubblicitari destinati ai più piccoli. Nel tentativo di rispettare quanto stabilito dalle autorità americane, che qualche mese fa hanno accusato la piattaforma per la condivisone di video online di violazioni della privacy, YouTube alza nuove barriere per proteggere i più piccoli. “YouTube da oggi tratta i dati personali di chiunque guarda contenuti per bambini sulla sua piattaforma come se si trattasse di un minore, e questo a prescindere dall’età dell’utente”, si legge in un post sul blog della società, nel quale viene spiegato che YouTube si impegna a distinguere in modo chiaro e preciso quali siano i contenuti destinati ai bambini, affidandosi sia a chi li crea sia a software ad hoc.

Da gennaio i contenuti destinati ai più piccoli sono più controllati

Ai creatori di contenuti YouTube ha quindi iniziato a richiedere a chi crea i video di comunicare esplicitamente se i video stessi sono destinati ai bambini o meno. E a partire dal mese di gennaio quelli destinati ai bambini non hanno alcun commento, non presenteranno pop up che suggeriscono altri contenuti da vedere, e non sono accompagnati da pubblicità mirata. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che la scelta di Google, a cui fa capo YouTube, mostra le difficoltà nel trovare un equilibrio fra la privacy e un modello di business basato sulla pubblicità.

Le modifiche avranno un impatto sui ricavi?

Le modifiche erano attese da mesi, e non è ancora chiaro quale sarà il loro impatto sui ricavi di YouTube. Pur rappresentando un passo in avanti, i cambiamenti però non soddisfano tutti. Alcuni esperti della privacy li ritengono infatti insufficienti da parte di una società come YouTube, incentivata a spingere gli utenti a trascorrere il maggiore tempo possibile sulla propria piattaforma, riporta Ansa.

Una multa per aver violato le norme che regolano la raccolta di dati sui minori

Le nuove regole arrivano in risposta alla richiesta delle autorità americane. La Federal Trade Commission a settembre 2019 ha infatti multato YouTube per aver violato le norme che regolano la raccolta di dati sui minori. Ma qualcuno mostra qualche perplessità. “Ci sono ancora delle zone grigie che riguardano contenuti non rivolti esplicitamente ai bambini, ma che sono visti soprattutto dai bambini”, afferma Josh Golin, direttore esecutivo della Campaign for Commercail-Free Childhood, uno dei gruppi che ha denunciato YouTube alla Federal Trade Commission.

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Attenzione a caricare gli smartphone nei luoghi pubblici

Caricare gli smartphone nei luoghi pubblici potrebbe essere pericoloso. Oltre a far passare la corrente, le porte USB potrebbero infatti essere usate per rubar dati o installare software malevoli. Il furto di dati o l’installazione di software malevoli negli smartphone caricati tramite cavi USB esiste da anni, ed è noto come juice jacking (estrazione del succo). La truffa nota come juice jacking sfrutta la possibilità di far entrare e uscire dati dal telefono per accedere senza permesso a ciò che vi è contenuto, senza che i loro proprietari se ne accorgano. Bastano pochi secondi per rubare password o installare malware.

Non servono tempo e grandi competenze per modificare una porta USB

All’inizio di novembre il procuratore distrettuale di Los Angeles ha diffuso un comunicato per mettere in guardia dal caricare gli smartphone nei luoghi pubblici attraverso le porte USB. Lo stesso procuratore distrettuale ha spiegato a Tech Crunch, un blog statunitense che si occupa di tecnologia e informatica, che il comunicato è stato diffuso a scopo informativo e preventivo, e che prima di esso nell’area di sua competenza non si era verificato nessun caso di furto di dati tramite porte USB. Ma anche se non ci sono dati su quanto sia diffuso il juice jacking è certo che non servono molto tempo e grandi competenze per modificare una porta USB, così da nascondervi quel che serve ad avere accesso agli smartphone.

Come difendersi dal juice jacking

In ogni caso, si tratta di un fenomeno non particolarmente diffuso, ed esistono una serie di precauzioni per difendersi. La prima è aggirare il rischio. Il juice jacking funziona solo attraverso le porte e i cavi USB, quindi, basta usare adattatori e prese della corrente per caricare il telefono in sicurezza. Oppure basta portarsi sempre dietro un caricabatterie portatile (powerbank), e in caso di necessità, caricare il telefono da lì. Se invece dovesse proprio servire caricare un telefono da una presa USB in un luogo pubblico, bisogna innanzitutto fare attenzione alla comparsa di eventuali messaggi sul proprio smartphone.

Mettere il condom al telefonino

Ogni smartphone “capisce” quando un cavo USB sta provando a portare o rubare dati, di conseguenza lo fa presente con un messaggio di avviso. In quel caso, meglio evitare rifiutando la richiesta. Ancora meglio, staccare cavo e smartphone. Per chi proprio volesse usare le porte USB di aeroporti o locali, riferisce Il Post, c’è la possibilità di ulteriori protezioni. Esistono infatti i cosiddetti USB condom che vanno messi tra cavo e porta USB, e servono a evitare il passaggio di dati indesiderati. Oltre alle porte USB, bisogna poi fare attenzione anche ai cavi, nei quali è ormai possibile nascondere quel che serve per installare pericolosi malware.

 

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I viaggi nel 2020 saranno pianificati da app, social media e motori di ricerca

Dai motori di ricerca ai social media alle app, la tecnologia sta diventando sempre più cruciale per pianificare itinerari di viaggio, trovare i luoghi dove soggiornare e i mezzi di trasporto più comodi. Si può affermare quindi che l’era digitale stia aprendo un mondo di opportunità a chi ama viaggiare e scoprire nuove mete. E nel 2020 sarà proprio la tecnologia a ispirare i viaggiatori. Circa 6 viaggiatori di tutto il mondo su 10, il 58%, già usa le community di viaggio online per ottenere informazioni sulle destinazioni meno conosciute direttamente dai residenti. Ma anche per farsi ispirare a esplorare le mete in maniera diversa.

Scoprire sul web destinazioni mai sentite nominare prima

Si tratta dei risultati di una ricerca di Booking.com, la piattaforma di prenotazione online, sulle tendenze globali di viaggio per il 2020. Secondo la ricerca usare la tecnologia come fonte di ispirazione è diventato un vero e proprio trend. Tanto che due terzi (61%) dei viaggiatori globali affermano che i social media e i siti web sono utili per scoprire destinazioni mai sentite nominare prima. D’altronde, nel 2020 i viaggi verso mete meno note aumenteranno anche per contribuire a ridurre il turismo di massa e a proteggere l’ambiente.

La tecnologia arricchisce l’esperienza di viaggio prima e dopo la partenza

Sempre secondo il report di Booking.com la tecnologia però non servirà ai viaggiatori solo come fonte di ispirazione per trovare nuove mete, ma giocherà un ruolo ancora più importante nel migliorare e arricchire l’esperienza di viaggio una volta arrivati sul posto. La ricerca rivela inoltre che la tendenza è quella di allontanarsi sempre più dalle guide turistiche tradizionali, dal momento che quasi due terzi (63%) dei viaggiatori pensano che le app di viaggio rendano più facile trovare nuove cose da fare una volta arrivati a destinazione. Il 46% infatti userà un’app per trovare e prenotare attività in tempo reale mentre è in viaggio.

Il 65% dei viaggiatori trova alloggio con i siti di prenotazione

Ovviamente i viaggiatori oggi guardano alla tecnologia per trovare ispirazione anche sui luoghi dove soggiornare, e il 65% afferma che i siti di prenotazione rappresentano un modo facile di trovare un alloggio, specialmente se lo si sta cercando in zone poco turistiche della meta considerata.

Inoltre, 6 viaggiatori globali su 10 (59%) vorrebbero addirittura che la tecnologia offrisse opzioni jolly o a sorpresa. Ovvero, che faccia loro conoscere qualcosa di completamente nuovo.

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La Generazione Z si informa sui social e sul web

La Generazione Z si tiene genericamente aggiornata sui social, ma quando ricerca notizie e informazioni sui fatti di cronaca preferisce i siti dedicati alle news. E lo fa soprattutto attraverso lo smartphone, ricorrendo principalmente alla navigazione in browsing e agli aggregatori, ovvero le notizie presenti sul telefono. È quanto emerge dall’indagine condotta nel mese di luglio 2019 da Comscore, società di ricerca online, sui campioni rappresentativi della generazione Z, Millennials e generazione X, integrati con i dati di Audience Analytics delle piattaforme.

Per 1 under-22 su 5 la lettura online delle notizie è stressante

Gli italiani si informano online e lo fanno significativamente più di inglesi e americani, ma ciò che cambia notevolmente tra le varie generazioni è l’approccio che contraddistingue la generazione Z (under 22 anni) rispetto alle generazioni successive. Il 59% dei giovanissimi legge le notizie online solo quando ha bisogno di informarsi, uno su tre dichiara addirittura di leggere le notizie malvolentieri, e un under-22 su cinque trova addirittura la lettura online delle notizie stressante. Un atteggiamento che cambia sensibilmente con l’avanzare dell’età e la maggiore maturità: il 59% degli italiani nella fascia d’età 23-38 anni e il 66% di quelli tra i 35 e i 54 anni infatti si dichiara assiduo lettore di news, con livelli quasi doppi dei coetanei anglosassoni.

Social o siti di news?

I social sono la fonte d’informazione primaria dei più giovani. Il 43% della generazione Z si informa sui social, il 35% sui siti di informazione, il 16% sui siti generalisti, e il 6% su altre fonti, mentre le generazioni più adulte indicano i siti di news come fonte principale. Ma quando è ora di informarsi davvero la fiducia viene riposta prevalentemente sui siti di news. Inoltre, il lettore online di tutte le età si fida di più delle notizie di natura internazionale, e in un secondo tempo di quelle nazionali. Oltre l’80% degli intervistati dichiara però che la prima fonte consultata è sufficiente a soddisfare il proprio bisogno informativo, e non trova necessario procedere a ulteriori ricerche per verificare la notizia anche ricorrendo ad altri mezzi.

Tutte le generazioni si informano prevalentemente da device mobili

Per quanto riguarda i device di accesso alle news tutte le generazioni si informano online prevalentemente da device mobili. A luglio il 42% degli italiani ha consultato i siti di news esclusivamente mediante smartphone o tablet, device che hanno generato il 72% del tempo totale speso nella lettura delle news. La durata media di una visita a un sito di news da mobile è infatti di 1,8 minuti, mentre quella da desktop è di 5,2 minuti. Su mobile, inoltre, le notizie si fruiscono prevalentemente mediante la navigazione in browser, oppure leggendo quelle nativamente presenti sul dispositivo.

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L’ottimismo allunga la vita, una ricerca lo conferma

Essere ottimisti fa vivere di più. E meglio. La conferma arriva da una ricerca durata trent’anni condotta dalla Boston University School of Medicine. Lo studio, iniziato nel 1986 e concluso nel 2016, si è basato su un campione di circa 70.000 donne, la maggior parte delle quali infermiere, con un’età media di 70 anni, compresa  tra 58 e 86 anni, seguite per 10 anni. Il campione degli uomini contava invece 1.400 soggetti di età compresa tra 41 e 90 anni, con un’età media 62 anni, seguiti invece per 30 anni. Lo stesso campione è stato poi suddiviso in 4 gruppi, in basa al grado di ottimismo dimostrato, ed è stato seguito nelle sue abitudini e atteggiamenti più o meno positivi nei confronti della vita.

Vivere dall’11% al 15% in più di chi è depresso 

I risultati della ricerca, con a capo la dottoressa Lewina Lee, psicologa clinica del National Center degli Stati Uniti, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of National Academy of Sciences. L’idea che l’ottimismo allunghi la vita non è nuova, ma la validità di questi risultati è avvalorata sia dalla vastità del campione sia dalla durata dello studio. Gli studiosi hanno infatti constatato che chi ha dimostrato maggiore ottimismo nell’affrontare la vita quotidiana è vissuto dall’11% al 15% in più rispetto a chi invece tendeva alla depressione, all’abbattimento o comunque a un atteggiamento pessimista.

Una difesa contro l’accumulo di stress

La conclusione a cui sono arrivati gli scienziati è chiara, e suggerisce che essere ottimisti favorisce un’aspettativa di vita che può arrivare a 85 anni e oltre. Una longevità definita dagli studiosi “eccezionale”, soprattutto nel caso in cui non sono presenti malattie, si è autosufficienti e si vive in modo ancora attivo e ricco di stimoli. Essere ottimisti è una delle caratteristiche psicologiche più positive che si possano acquisire nel corso della vita, in quanto difende dagli accumuli di stress. “L’ottimismo è una disposizione mentale a vivere le situazioni in modo positivo e una caratteristica psicologica che ci spinge a guardare il lato favorevole degli eventi”, spiegano gli esperti del portale PsicologiOnline.

Ottenere una vita più lunga, sana e felice

È noto quanto l’affaticamento mentale e fisico incida negativamente sulla salute, non solo degli anziani. In pratica l’ottimismo aiuta in parte a difendersi da varie malattie (infarto, ictus, colesterolo alto), nonché dall’aumento del cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”, che incide negativamente su buona parte delle funzioni dell’organismo. La capacità di non concentrarsi sugli aspetti negativi aiuta inoltre a non arrendersi, e riprendersi più rapidamente da problemi e battute d’arresto.

Certo, tranquillità economica, avere amici e famigliari, coltivare le proprie passioni, e attenersi a un’alimentazione sana ed equilibrata concorrono alla possibilità di vivere più a lungo. Ma l’ottimismo è certamente un potente propulsore a livello psicosociale. E chi non lo possiede ha comunque la possibilità di acquisirlo o aumentarlo, coltivando un atteggiamento più positivo.