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Università italiane, la classifica del Censis

Ritorna anche quest’anno l’appuntamento con le classifiche delle università italiane elaborate dal Censis, analisi basata sulla valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni) in relazione a strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità. A questa classifica si aggiunge il ranking dei raggruppamenti di classi di laurea triennali, dei corsi a ciclo unico e delle lauree magistrali biennali secondo la progressione di carriera degli studenti e i rapporti internazionali.

Atenei statali, i top dai mega ai piccoli

Tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti) nelle prime due posizioni si mantengono stabili, rispettivamente, l’Università di Bologna (punteggio complessivo di 91,8) seguita dall’Università di Padova (88,7). Scendendo nella classifica troviamo La Sapienza di Roma (85,5), e l’Università di Firenze (85,0). Tra i “grandi” (atenei da 20.000 a 40.000 iscritti) la medaglia d’oro è confermata a Perugia (93,3), seguita da Salerno, che sale ben di 6 posti (91,8), e quindi dall’Università di Pavia (91,2). Per quanto riguarda i medi (da 10.000 a 20.000 iscritti) anche quest’anno l’Università di Trento è pima nella classifica (97,3), mentre il secondo e il terzo posto sul podio spettano rispettivamente a Siena (94,0) e Sassari (92,8). Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) difende la prima posizione l’Università di Camerino (98,2), seguita dall’Università di Macerata (86,5). Scalano la classifica due atenei laziali, l’Università di Cassino (84,7) e l’Università della Tuscia (84,3).

Privati, la Bocconi si conferma al vertice

Tra i grandi atenei non statali (oltre 10.000 iscritti) è in prima posizione anche quest’anno l’Università Bocconi (96,2), seguita dall’Università Cattolica (80,2). Tra i medi (da 5.000 a 10.000 iscritti) è la Luiss a collocarsi in prima posizione, con un punteggio pari a 94,2, mentre la Lumsa ha totalizzato 85,8.

Immatricolazioni e quote rosa in crescita

Nei mesi scorsi si è temuto un “effetto Covid” sulle immatricolazioni, previste in calo. Ma così non è stato. Nell’anno accademico 2020-21 si è registrato un aumento del 4,4%  degli iscritti, confermando così una tendenza in crescita che si ripete da 7 anni. Calcolato sulla popolazione diciannovenne, il tasso di immatricolazione ha raggiunto quota 56,8%. Un altro dato che balza agli occhi è la crescita delle ragazze. Nel 2020, a fronte di un tasso di immatricolazione maschile pari a 48,5%, quello femminile è stato del 65,7%. Per le femmine si è registrato un incremento annuo del 5,3% rispetto al +3,3% dei maschi immatricolati. Che facoltà preferiscono le ragazze? Ancora quelle dell’area disciplinare Artistica-Letteraria-Insegnamento, con il 77,7% di studentesse immatricolate, mentre l’area Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics) totalizza il 39,4% delle iscrizioni, anche se in crescita anno su anno.

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Digital Business, dalla Lombardia oltre 14 milioni di euro per l’innovazione

Obiettivo, modernizzare le PMI della Lombardia, da sempre vero motore economico della Regione. Per sostenere e accompagnarle verso l’inevitabile – e fondamentale – processo di innovazione per stare sui mercati di oggi, Regione Lombardia e dalle Camere di Commercio lombarde hanno assegnato contributi miliardari alle aziende che hanno aderito alla misura Digital Business per E-Commerce e Voucher digitali I4.0. I fondi in totale ammontano a 14 milioni di euro, che sono stati assegnati a 1.382 micro, piccole e medie imprese della Regione. “Un dato che testimonia l’impegno comune a sostegno di innovazione e digitalizzazione per la crescita delle attività economiche e imprenditoriali. Oltre agli 11 milioni e mezzo di euro iniziali si sono sommati altri 3 milioni e 200 mila euro stanziati da Regione Lombardia per soddisfare una platea più ampia di imprese che hanno aderito ai bandi. Le MPMI ammesse al contributo per la linea Voucher Digitali I4.0 sono state 783, alle quali si sommano altre 599 imprese per la linea E-Commerce” si legge in una nota della Regione.

Un sostegno che non si ferma

Anche se i contributi hanno già raggiunto valori significativi, dalla Regione fanno sapere che l’intenzione è proseguire lungo questa strada. “Numeri importanti – ha detto l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, che testimoniano quanto le imprese abbiano apprezzato lo sforzo di Regione Lombardia e Unioncamere Lombarde. Dopo aver verificato il grande interesse per l’iniziativa abbiamo deciso di aumentare l’investimento economico per dare la possibilità al maggior numero di aziende di beneficiare di questa opportunità”.

Valorizzare competenze e professionalità

Anche Lara Magoni, assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda di Regione Lombardia, ha ribadito il valore di questa operazione. “Ancora una volta Regione Lombardia dimostra con i fatti la sua vicinanza al mondo produttivo, in particolare ai comparti del turismo, della moda e del design, fortemente colpiti dalla pandemia. La rinascita  parte da azioni profonde e condivise che guardino all’innovazione e alla digitalizzazione. L’obiettivo è valorizzare le competenze e le professionalità delle nostre aziende, senza dimenticare la tradizione e l’operosità tipiche lombarde”.
“Il digitale e l’e-commerce sono sempre più utilizzati dai nostri imprenditori per rilanciare la propria attività” ha poi aggiunto Gian Domenico Auricchio presidente di Unioncamere Lombardia. Ne abbiamo avuto conferma dal successo riscontrato da questa misura messa in campo da Regione e dal Sistema camerale lombardo che ha visto esaurire 14 milioni di euro in poco tempo. Le Camere di Commercio lombarde con questa iniziativa confermano l’impegno costante a sostenere i processi di innovazione e digitalizzazione delle micro, piccole e medie imprese lombarde e promuovere la crescita in ottica Impresa 4.0”.

E-Commerce e Voucher digitali I4.0, le somme erogate

Complessivamente, per Voucher digitali I4.0  sono state ammesse 783 domande ed erogati contributi per 8.272.987,33 euro Sul fronte E-Commerce sono state accettate 599 domande ed erogati contributi per 5.691.612,98 euro.

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Guardare lo smartphone induce negli altri un’imitazione “contagiosa”

Guardare gli altri che guardano lo schermo dello smartphone è altamente ‘contagioso’, e rientra nei cosiddetti fenomeni di mimica spontanea, un po’ come l’impulso di sbadigliare quando vediamo sbadigliare qualcuno, o ridere se anche altri ridono. Si dice infatti che la risata è contagiosa, e a quanto pare lo è anche lo smartphone. Nel caso del telefonino l’imitazione del comportamento altrui si manifesta entro 30 secondi, al di là delle differenze di genere, età o livello di familiarità delle persone, che siano estranei, conoscenti, amici o parenti. Lo ha rivelato uno studio condotto da un team di ricercatori dell’università di Pisa, e pubblicato sul Journal of Ethology.

L’imitazione è un fenomeno biologico che accresce la familiarità tra i soggetti

“La mimica spontanea come il contagio della risata o dello sbadiglio, è un fenomeno biologico che accresce la familiarità tra i soggetti avendo un ruolo nello sviluppo delle relazioni sociali – ha spiegato Veronica Maglieri dottoranda dell’ateneo pisano -. Ma in questo caso, sembra produrre un risultato opposto, poiché attivando la nostra necessità di usare il cellulare anche quando siamo in compagnia, ci allontaniamo dalla realtà che stiamo vivendo e veniamo traghettati verso una realtà completamente virtuale, anche se siamo circondati da persone fisiche”.

Il primo approccio etologico di uno studio sull’uso dei telefonini

Si tratta della prima ricerca che applica un approccio etologico all’uso dei telefonini. Per realizzare lo studio, spiega una nota, i ricercatori hanno osservato gruppi di persone ignare della ricerca controllando il loro comportamento dopo essere stati esposti a due diversi stimoli. Nel primo caso gli sperimentatori hanno preso il loro smartphone e lo hanno manipolato per almeno cinque secondi guardando direttamente lo schermo illuminato. Nell’altro caso hanno eseguito esattamente le stesse azioni fatta eccezione per lo sguardo, che non è stato diretto verso lo schermo illuminato, ma altrove, spostando quindi l’attenzione dallo schermo, riporta una notizia Ansa.

L’imitazione si manifesta entro 30 secondi

Il risultato dello studio, ha spiegato l’ateneo pisano in una nota, “è stato che nel primo caso, con un’altissima frequenza, le persone prendevano i loro smartphone e si mettevano a guardarli entro 30 secondi, mentre la mera manipolazione del telefonino non è sufficiente a evocare un fenomeno di mimica spontanea”. Secondo i ricercatori la molla che fa scattare il contagio è dunque l’attenzione. In pratica, la “dipendenza” dallo schermo del telefonino si propaga anche a chi è nelle vicinanze. Un aspetto, questo, su cui forse sarebbe necessaria un’ulteriore riflessione.

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L’Advertising online in Italia supera la raccolta TV e traina la ripresa

Il mercato dei Media in Italia, tra raccolta pubblicitaria e ricavi dalla vendita di contenuti, ha chiuso il 2020 a 14,5 miliardi di euro, -6% rispetto al 2019. La componente pubblicitaria ha raggiunto 7,9 miliardi di euro, in calo di circa 700 milioni, riportando così il mercato ai valori del 2015. Un dato negativo, anche se le stime effettuate a inizio pandemia prevedevano una flessione addirittura in doppia cifra. Il calo è imputabile principalmente alla componente pubblicitaria (-8%) rispetto alla componente dei Media a pagamento (-4%). L’Internet advertising pesa però il 43% del totale e supera per la prima volta in Italia la Tv (41%). Sono alcune evidenze dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano.

Internet Advertising a 3,45 miliardi di euro, +4%

Il valore dell’Internet Advertising a fine 2020 ha raggiunto i 3,45 miliardi di euro (+4% rispetto al 2019). “Nonostante durante la prima ondata dell’emergenza sanitaria il canale Internet avesse subito una forte contrazione – dichiara Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio – nei periodi successivi si è registrata una buona ripresa, in particolar modo nell’ultimo trimestre del 2020″.
All’Internet advertising seguono Stampa (9%), Radio (4%) e Out of Home (3%). Per quanto riguarda i contenuti Media a pagamento (6,6 miliardi di euro, meno 300 milioni), nel 2020 è rimasto predominante il fatturato di Tv (63%) e Stampa (28%), mentre la componente legata al canale Internet vale il 9% (6% nel 2019).

Le prime stime per il 2021

La ripresa per l’Internet Advertising continuerà anche nel 2021, con una crescita del +14% e un mercato che potrebbe superare il valore di 3,9 miliardi di euro. Questo, “grazie soprattutto ai nuovi investimenti online di soggetti che a causa della pandemia hanno dovuto riposizionarsi sui canali digitali”, aggiunge Lamperti. Investimenti aggiuntivi che saranno destinati in particolare agli Over The Top. Il mercato dell’Internet Advertising rimane infatti concentrato sulla componente affidata agli OTT (78% nel 2020, +2%), prevista al 79% a fine 2021. Se si depura questa quota dal valore che le piattaforme in programmatic, gestite da questi player, restituiscono agli editori locali, la percentuale si assesta al 74% per il 2020 e al 75% per il 2021.

Un modello sempre più applicato anche “fuori” dall’online

Il ‘modello Internet’ poi è sempre più applicato anche al di fuori dell’online. Il Digital Out Of Home (la componente su schermi digitali della cartellonistica tradizionale) si è attestato sui 48 milioni di euro, e nel 2021 si attende una buona ripresa, anche se lontana dai valori del 2019 (85 milioni).
L’Addressable TV raccolta dai broadcaster (la modalità di erogazione pubblicitaria su televisori connessi alla rete, che permette ai broadcaster di offrire spot personalizzati in termini di contenuti e formati) è cresciuta del +51%, raggiungendo 26 milioni di euro, e nel 2021 si attende una crescita nello stesso ordine di grandezza.

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È meglio l’Intelligenza artificiale di un politico in carne e ossa?

II 59% degli italiani pensa che sia meglio essere governati dall’Intelligenza artificiale piuttosto che da un politico in carne e ossa, una percentuale superiore alla media europea. Si tratta di un dato emerso da una ricerca condotta a livello globale dal Center for the Governance of Change dell’IE University di Segovia, in Spagna, attraverso interviste effettuate a 2.769 persone di 11 Paesi europei ed extra UE. Secondo la ricerca, se in Europa è il 51% dei cittadini ad affermare di essere favorevole a un’opzione del genere, in Cina questa percentuale sale addirittura al 75%. La ricerca dell’ateneo spagnolo dimostra quindi il disamore dei cittadini verso la classe dirigente del proprio Paese. Ma non tutti sono ugualmente d’accordo con l’AI in parlamento.

La Spagna è a favore dell’AI in Parlamento, il Regno Unito è contrario

La ricerca conferma i risultati di uno studio condotto sempre dall’ateneo spagnolo un paio di anni fa a livello aziendale, da cui era emerso che i dipendenti avrebbero preferito un algoritmo rispetto a un manager “vero”. In ogni caso, a livello europeo la percentuale più alta di persone che oggi preferirebbe un algoritmo a un politico è in Spagna (66%), e nel nostro Paese sarebbero favorevoli poco meno del 60% dei cittadini. Al contrario, nel Regno Unito, il 69% delle persone intervistate non vede di buon occhio la sostituzione dei parlamentari con l’Intelligenza artificiale, così come il 56% degli olandesi e il 54% dei tedeschi. E a essere contrario è anche il 60% degli statunitensi.

Le opinioni variano anche a seconda dell’età

Le opinioni in merito però variano anche a seconda delle fasce di età. I più giovani sono infatti i più aperti all’ipotesi dell’Intelligenza artificiale in Parlamento, più in particolare, la pensa così oltre il 60% degli europei di 25-34 anni e il 56% degli europei di 34-44 anni, mentre gli over 55 in generale sono più spesso contrari. Inoltre, il 72% del campione favorevole a sostituire l’Ai con i politici è anche favorevole al voto elettronico, magari tramite app sul proprio smartphone. La pensa così il 64% dei britannici.

Il risultato della perdita di fiducia nelle istituzioni democratiche

Questi risultati sono il prodotto di “anni di perdita di fiducia nella democrazia come forma di governo – commenta Oscar Jonsson, direttore accademico del Center for the Governance of Change e tra i principali autori dello studio -. La percezione di tutti è che la politica stia peggiorando e ovviamente ai politici vengono attribuite le colpe, quindi penso che il rapporto catturi lo spirito del tempo”. I motivi di scetticismo, riporta Ansa, secondo i ricercatori sono legati alla crescente polarizzazione politica e alle bolle informative, ovvero, la personalizzazione dei risultati delle ricerche sui siti in base al comportamento dell’utente.

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Lombardia, lo stato di salute del manifatturiero un anno dopo

Criticità e aspettative delle aziende lombarde del manifatturiero a un anno dallo scoppio della pandemia. Ha scattato questa fotografia, che ritrae lo stato di salute delle imprese regionali, la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Unioncamere Lombardia. Al centro dello studio, le conseguenze della pandemia e le strategie di reazione adottate dalle imprese nell’ambito delle attività trimestrali di monitoraggio del manifatturiero. Le interviste sono state realizzate nella prima metà di aprile 2021, in zona rossa e arancione.

Approvvigionamento, clienti e organizzazione i problemi da affrontare

Nel manifatturiero le criticità prevalenti sono legate a problemi con i clienti e gli ordinativi (problema segnalato dal 32,4% delle imprese industriali di Milano, il 28,6% di Monza Brianza, il 25% di Lodi). A Lodi il dato più importante sono i problemi di approvvigionamento/organizzazione col 29,5%, che per Milano e Monza Brianza sono rispettivamente il 22,8% e 26,4%. Con la ripresa della domanda mondiale stanno inoltre emergendo anche difficoltà di reperimento dei materiali e significativi rincari delle materie prime e semilavorati.  Le dichiarazioni rilasciate dagli imprenditori dipingono una situazione difficile anche se in lento miglioramento. Una situazione che, tra l’altro, presenta due facce: da una parte chi è in crisi, dall’altra chi gode di ottima salute. La percentuale che afferma di non avere alcun problema è abbastanza elevata (16,2% per Milano, 14,3% per Monza e Brianza, ancora più alta, con il 22,7%, per Lodi). Le imprese che dichiarano di aver subito perdite difficilmente recuperabili sono il 10,1% per Milano, 14,3% per Monza Brianza, 9,1% per Lodi.

La cassa integrazione per mantenere l’occupazione

In questo periodo di difficoltà, le imprese hanno fatto largo impiego degli ammortizzatori sociali. Infatti, il 37,3% per Milano, il 29,3% per Monza Brianza, il 27,3% per Lodi dichiara di aver utilizzato recentemente la Cassa Integrazione. Questo strumento ha permesso di limitare il ricorso a provvedimenti con impatti maggiormente negativi sull’occupazione come la riduzione dell’organico e il mancato rinnovo dei contratti in scadenza. Nell’industria il 26,3% delle imprese di Milano, il 32,1% di Monza Brianza, il 36,4% a Lodi ha dichiarato di non aver avuto ripercussioni o di avere aumentato l’organico, con imprese in espansione (22,8% a Milano, 20% a Monza Brianza, 18,2% a Lodi).

Lo smart working? Non durerà

Interessanti i dati sullo smart working: oltre la metà delle imprese lo ha adottato durante la pandemia nell’industria (62,1% a Milano, 59% a Monza Brianza e 55% a Lodi). Ma non tutte le imprese hanno espresso la volontà di rendere strutturale questa modalità di lavoro, anzi. Il 52% delle aziende di Milano, il 64,6% di Monza Brianza, il 54,2% di Lodi si sono infatti espresse per il no. Il ritorno ai ritmi e alle situazioni della “vita precedente” sembra quindi più vicino, anche da questo punto di vita.

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Come non perdere il bonus per l’acquisto della prima casa

Il bonus prima casa è un’agevolazione fiscale che consente di usufruire di uno sconto sulle tasse al momento dell’acquisto dell’abitazione principale. Grazie al bonus chi acquista da un privato versa l’imposta di registro al 2% anziché al 9%, e le imposte ipotecaria e catastale, anziché in misura proporzionale, sono pari a 50 euro ciascuna. Chi invece acquista da una ditta di costruzioni versa l’Iva al 4% anziché al 10%, e le imposte ipotecaria, catastale e di registro, anziché in misura proporzionale, sono pari a 200 euro ciascuna.  Laleggepertutti.it ricorda quindi che è importante stare attenti a non perdere queste agevolazioni per evitare di pagare le sanzioni all’Agenzia delle Entrate.

Trasferire la residenza

Per non perdere il bonus prima casa bisogna trasferire entro 18 mesi la propria residenza nel Comune ove si trova il nuovo acquisto. Quindi, è possibile fissare la residenza in un altro immobile (anche se preso in affitto). Ciò potrebbe essere necessario per non perdere il bonus, se quello acquistato non è stato ultimato, se la ristrutturazione tira per le lunghe o se l’inquilino a cui era stato dato in locazione l’abitazione non se ne vuole andare. La Cassazione ritiene che l’omesso trasferimento della residenza può essere poi giustificato se dovuto a forza maggiore, ovvero, di una causa imprevedibile. Come l’occupazione abusiva dell’abitazione da parte di un terzo e qualsiasi altro fatto sopravvenuto, imprevedibile e non imputabile al contribuente.

La precedente abitazione

Per non decadere dall’agevolazione fiscale è poi necessario cedere la proprietà dell’immobile, ovunque situato, per il quale si era in precedenza usufruito del bonus prima casa. Ciò deve avvenire entro 1 anno dal rogito. Chi non riesce a venderlo però potrebbe anche donarlo al figlio o, in caso di coppia in separazione dei beni, al coniuge. Inoltre, in due casi è possibile acquistare una seconda casa senza bisogno di vendere la prima. Il primo caso avviene quando l’abitazione precedentemente posseduta sia divenuta inidonea all’uso, come nel caso di un immobile pericolante a causa di un sisma o troppo stretto per le mutate esigenze della famiglia, magari per l’arrivo dei figli. Il secondo caso si verifica quando la precedente abitazione è stata acquistata prima del 1993 da una ditta costruttrice.

La rivendita

Se si vende l’abitazione prima di 5 anni si perde il bonus prima casa, a meno che entro un anno se ne compri un’altra da adibire ad abitazione principale. È anche sufficiente che nei cinque anni si riceva un’altra abitazione a titolo di donazione o di successione ereditaria. Insomma, le agevolazioni sulla prima casa non vanno revocate se entro i 5 anni dal suo acquisto viene venduta e si riceve in donazione o in eredità un immobile da adibire a prima abitazione. Inoltre, chi acquista una casa con l’agevolazione fiscale e la regala prima di 5 anni non perde il bonus anche se non riacquista un nuovo immobile entro l’anno successivo.

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Sostenibilità alimentare, per gli italiani fa rima con tutela dell’ambiente

La sostenibilità alimentare è un valore importante nell’ampio tema dell’ecologia, e gli italiani la conoscono e la riconoscono. Tanti che 7 nostri connazionali su 10 riferiscono che per loro la sostenibilità alimentare corrisponde al rispetto dell’ambiente nella produzione del cibo. Lo rivela la nuova indagine Waste Watcher International ‘Il gusto della biodiversità’, promossa con il Gruppo Unitec e Assomela su rilevazione Ipsos.

La ricaduta globale di comportamenti giusti e sbagliati

“Nell’anno pandemico si sono rese più evidenti le interconnessioni a ricaduta globale del nostro tempo – spiega Andrea Segrè, che dirige l’Osservatorio Waste Watcher International – Attentare alla biodiversità danneggiando la natura ha un forte impatto sulla sicurezza alimentare e la salute umana: le scelte di produzione agricola, trasformazione alimentare, trasporto, acquisto, gestione e fruizione del cibo sono fra le principali cause dell’allarmante perdita di biodiversità e incidono sul cambiamento climatico. Ci ha colpito verificare la accresciuta sensibilità degli italiani sul tema: 7 su 10 (68%) dimostrano di saper correttamente definire la biodiversità come ‘una molteplicità di specie animali, vegetali e microorganismi’ e 4 italiani su 10 conoscono bene il collegamento fra la perdita di biodiversità e l’alterazione degli ecosistemi, con conseguenze rilevanti per l’abitabilità terrestre, come la pandemia Covid-19. Esiste, infine, uno stile alimentare che, secondo gli italiani, è più rappresentativo della biodiversità, la dieta mediterranea, secondo il 63% degli intervistati, 6 su 10 quindi (dati Osservatorio Waste Watcher 2020)”.

Sostenibilità alimentare, cosa significa?

E’ anche importante comprendere cosa significhi per l’opinione pubblica il termine sostenibilità alimentare. In base ai dati raccolti durante l’indagine, il 67,7% degli italiani identifica in questo caso la sostenibilità con il rispetto dell’ambiente: agricoltura e industria alimentare, quindi, risultano sostenibili se operano con criteri di tutela della natura e delle sue caratteristiche di biodiversità. Il 50,1% degli italiani, 1 su 2, identifica la sostenibilità alimentare con la prevenzione degli sprechi, il 43,7% con alimenti non confezionati in imballaggi in plastica, il 37,1% con prodotti a km0 e il 36,7% con la stagionalità della loro produzione e fruizione. Un terzo esatto degli italiani, il 33,9%, dichiara che un alimento è sostenibile se la sua produzione è compatibile e rispettosa della biodiversità. Insomma, i consumatori di casa nostra hanno cominciato a capire e a ricercare, anche nei piatti che vengono serviti a tavola, ingredienti e prodotti sostenibili e sicuri, sia per la salute sia per l’ambiente.

Cosa sono le lampade artistiche?

L’illuminazione di casa è notoriamente un fattore fondamentale per chiunque abbia un minimo di conoscenza di interior design. Buona parte dell’atmosfera che andiamo a creare dipende proprio dal tipo di illuminazione che andiamo a scegliere per la nostra casa. Per questo motivo facciamo bene ad optare per delle lampade che possano offrire non semplicemente eleganza e stile, ma anche capacità di dare vita ad un ambiente unico e particolare.

Cosa le rende differenti dalle lampade tradizionali?

Ciò che caratterizza e differenzia le lampade artistiche da quelle tradizionali è proprio il loro design esclusivo che le rende molto simili ad un’opera d’arte. Si tratta a tutti gli effetti di creazioni che riflettono la fantasia e lo stato d’animo dell’artigiano che le realizza, e che sono in grado con la propria presenza di creare delle illusioni nello spazio in cui vengono collocate. Il più delle volte si tratta di pezzi unici che sono in grado di offrire un tocco particolarmente esclusivo ad ogni ambiente di casa.

Si tratta dunque di prodotti che sono in grado di offrire allo spazio intorno a loro un tocco unico e fatto di assoluta eleganza. Dunque non parliamo di lampade la cui unica funzione è quella di fornire della luce ma al contrario hanno un design fantastico e un’aria artistica che li rende delle lampade veramente perfette per essere integrate all’interno degli ambienti di casa cui teniamo di più.

Quello delle lampade di lusso è in effetti un mercato che sta vivendo un vero e proprio boom, considerando che tantissime persone sembrano aver riscoperto il piacere di arredare casa con gusto e ricercatezza. Le lampade artistiche sono perfettamente in grado di rispondere a questa esigenza coniugando ad una funzione prettamente pratica (quella di fornire luce) anche degli interessanti risvolti dal punto di vista del design.

Codici Sconto Shein: cosa sono e come risparmiare

Pochi conoscono i Codici Sconto Shein da applicare durante l’acquisto sul sito di Shein e che puoi trovare anche sul sito di Sconti e Buoni. Ottenere un significativo risparmio è sempre possibile e basta applicare il codice pubblicato al carrello per vedersi ridurre il prezzo finale dell’acquisto o ottenere un bonus.

Come si usano i Codici Sconto Shein?

Siamo sicuri che a questo punto ti chiederai come fare per risparmiare con il codice sconto Shein e ottenere un prezzo ancora più vantaggioso per i tuoi acquisti low cost. Semplice, bastano pochi click per accedere ad offerte esclusive direttamente dal sito Sconti e Buoni, venendo reindirizzato alla pagina con i prodotti in saldo o scoprendo il codice da copiare e incollare sul sito del portale di abbigliamento e accessori.

Non ti resta che fare shopping in modo più conveniente, da sola o in compagnia, con un intero negozio a disposizione raggiungibile direttamente dal soggiorno di casa tua. Ricorda: i codici sconto Shein hanno un valore limitato nel tempo e sul sito Sconti e Buoni ne trovi sempre di nuovi e aggiornati per i tuoi acquisti online.

Shein: una vasta offerta di prodotti

Prima conosciuto come Sheinside, questo grande ecommerce ha visto la luce nel 2008 e da allora conquista donne e ragazze appassionate di moda e soprattutto ben disposte nei confronti dello shopping online. I saldi Shein, ad esempio, sono l’occasione ideale per rifarsi il guardaroba e acquistare i must have di stagione o fare un regalo fashion a chi si ama. Il sito funziona in modo semplice e intuitivo e abbigliamento e accessori sono suddivisi in categorie, per trovare facilmente quello che si sta cercando.

Dal maglione al minidress, dal jeans alla moda mare senza dimenticare scarpe e borse: tutti i prodotti Shein si caratterizzano per uno stile unico e sorprendente. Non solo: i codici sconto Shein comprendono anche accessori per il make up, la cura del corpo e dei capelli. Per ogni prodotto puoi contare su un apposito coupon sconto Shein, rendendo i momenti di shopping ancora più piacevoli.

Ricorda: fare shopping sul web con Shein è semplice e sicuro. Non devi preoccuparti di nulla e grazie al comune metro da sarta e alle guide disponibili sul web anche la scelta delle taglie sarà davvero semplice. Non puoi sbagliare… e se accade il reso è gratuito entro 30 giorni dall’acquisto. A questo punto non ti resta che accomodarti sul divano e trovare il codice sconto Shein più adatto a te!