post

Bonus revisione auto 2022: come richiederlo?

È online la piattaforma informatica Buono veicoli sicuri per chiedere il rimborso a compensazione dell’aumento delle tariffe per la revisione degli autoveicoli. A un mese dall’attivazione della piattaforma sono 23.645 i rimborsi in corso di erogazione dalla Motorizzazione civile. Rimborsi atti a compensare gli aumenti delle tariffe scattati dal primo novembre 2021 per la revisione di autoveicoli fino a 35 quintali, motoveicoli, ciclomotori e minibus (fino a 15 posti) nelle officine autorizzate.

Lo comunica il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, a cui è affidato il compito di gestire le domande per l’accesso al Bonus introdotto dal 1° novembre 2021 dalla Legge di Bilancio dello scorso anno. Il Bonus sarà in vigore per tre anni, dal 2021 fino al 2023, e sarà di importo pari all’incremento della tariffa di revisione scattato da novembre.

Il rimborso è pari a 9,95 euro

Chi presenta domanda potrà quindi ottenere un rimborso pari a 9,95 euro, nei limiti delle risorse a disposizione, e sono già oltre 40.000 le domande presentate in relazione ai costi sostenuti da novembre e fino al 31 dicembre scorso. Secondo i dati del MIT pubblicati il 7 febbraio 2022, a richiedere il rimborso sono state in particolare 40.796 persone fisiche e 122 persone giuridiche.
Un dato al quale si affianca la notizia dell’avvio delle domande anche per le revisioni sostenute nel corso dell’anno in corso.

L’accesso all’agevolazione è consentito per un solo veicolo a motore e per una sola volta, e così come previsto dal decreto attuativo del 24 settembre 2021, il bonus è accessibile previa registrazione sull’apposita piattaforma telematica Buono veicoli sicuri, accessibile tramite il sito del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili.

Sono necessarie le credenziali SPID

Accedendo al portale, esclusivamente mediante le credenziali SPID, è possibile inserire il numero di targa e la tipologia del veicolo per il quale si richiede il contributo. Dopo aver indicato i dati richiesti, sarà necessario indicare l’IBAN sul quale si intende ricevere il rimborso. Ai fini del riconoscimento del buono la Legge di Bilancio 2021 ha stanziato un totale di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023. Risorse che costituiscono limite di spesa, e che pertanto rappresentano la soglia massima entro la quale il Ministero dei Trasporti potrà garantire l’erogazione del bonus revisioni. Così come evidenziato dal decreto attuativo, il contributo è riconosciuto secondo l’ordine temporale di ricezione delle richieste, e fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Il pagamento avviene dopo i controlli effettuati dalla SOGEI

Considerando le risorse a disposizione non si tratterà di un click day, ma dal 1° marzo 2022 parte il contatore delle somme totali spese e di quelle che sarà ancora possibile richiedere per l’anno in corso, riporta informazionefiscale.it. Il pagamento avverrà dopo i controlli effettuati dalla SOGEI, che verificherà la validità e la correttezza dei dati inseriti relativamente al codice fiscale del richiedente, alla targa del veicolo e all’effettuazione della revisione, incrociando le informazioni a disposizione dell’anagrafe tributaria e quelle del Centro elaborazione dati istituito presso la Direzione Generale per la Motorizzazione.

post

Speranza e voglia di cambiamento: per gli italiani il 2022 è così

Speranza e timore sono le parole che le persone maggiormente associano a questo 2022 appena iniziato. In parallelo, si percepisce anche la voglia di cambiamento, di benessere e aumenta la preoccupazione per il climate change. Ecco alcune delle evidenze emerse dalla survey “2022, Coming Soon – Consumer”, appartenente al Rapporto Coop 2021, condotta in collaborazione con Nomisma.  

Le parole dell’anno

Speranza, ripresa, cambiamento: come l’anno scorso, sono queste le prime parole che gli italiani decidono di associare al 2022 (vengono riportate, rispettivamente, dal 32%, il 16% e il 15% delle persone). A queste segue il termine “timore”, citato più del doppio delle volte rispetto al 2021 (si passa dal 3% al 7%): in particolare, è proprio nella Generazione Z (i nati tra il 1997 e il 2012) che si registra la media più alta di coloro che accostano questo stato d’animo al nuovo anno (lo fa il 9% di questo segmento). Allo stesso tempo, è sempre in questa fascia d’età che si trova la percentuale maggiore di chi, pensando al 2022, spera in un cambiamento (il 19%). In relazione a ciò che ci potrebbe aspettare nei mesi futuri, i manager della community coinvolti nella survey hanno sottolineato alcuni fattori che potrebbero frenare la ripresa. Nello specifico, gli esperti hanno individuato possibili ostacoli principalmente nell’instabilità politica (menzionata dal 47%), nei ritardi nell’attuazione del PNRR (46%) e nella crescita dei prezzi (39%), stimata a + 2,9%.

Gli obiettivi da raggiungere

C’è anche tanta voglia di benessere, o comunque di vivere meglio, nella whislist degli italiani. Così,  nell’attesa che la pandemia finisca, gli italiani definiscono nuovi obiettivi su cui concentrarsi in futuro. Questi parlano, soprattutto, del bisogno di cambiamento a partire proprio da se stessi: nei programmi per il 2022, infatti, appaiono ai primi posti il desiderio di prendersi cura della propria persona (citato dal 57%), seguito dalla necessità di cercare un nuovo equilibrio tra lavoro e vita privata (56%) e di rivedere le priorità della vita (55%); inoltre, quasi 1 italiano su 3 (il 29%) programma di cambiare lavoro nel corso del 2022. In generale, “costruire qualcosa di nuovo” rappresenta il motto riferito al post pandemia per il 21% delle persone. 

post

Italia, cresce il numero di brevetti innovativi: +5,3% le invenzioni pubblicate in Europa

Anche in anni difficili come quelli che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo, l’Italia si conferma un paese di inventori. Che, alla faccia della pandemia, non ha paura di cambiare e scoprire nuove possibilità. A conferma di questo fatto, che fa ben sperare per l’economia italiana e per tutto il sistema Paese, sono i dati elaborati da Unioncamere-Dintec sui brevetti. L’Italia innovativa, quella che fa ricerca e produce brevetti a livello europeo, sta infatti crescendo. Sono 4.465 le domande di brevetto italiane pubblicate dall’European Patent Office (EPO) nel 2020, secondo l’analisi effettuata da Unioncamere–Dintec, il 5,3% in più dell’anno precedente. Dal 2008 le invenzioni italiane protette a livello europeo sono state quasi  52mila e per quasi l’80% si devono a soggetti (imprese, enti di ricerca e persone fisiche) residenti nelle regioni settentrionali. “I dati sui brevetti italiani in Europa – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete – dimostrano che il nostro Paese ha una capacità di innovazione importante non solo nei settori ad alta intensità di conoscenza ma anche in quelli tipici dell’Italian style”.

I campi in cui maggiormente si esprime la capacità innovativa 

I campi delle “necessità umane” e delle “tecniche industriali e trasporti” assorbono più della metà della capacità innovativa made in Italy. Nel primo rientrano i brevetti relativi ad ambiti diversi di attività: dall’agricoltura all’abbigliamento, passando per il tabacco e lo sport; il secondo ha a che fare, invece, con le tecnologie della manifattura e dell’automotive. Rispetto al 2019, gli incrementi maggiori riguardano soprattutto alcuni settori che rendono l’Italia famosa nel mondo: +53% per le innovazioni riguardanti i prodotti tessili e la carta (passati da 75 a 114) e +10%, appunto, per le “necessità umane” (935 i brevetti pubblicati nel 2019, 1.033 quelli del 2020).

Un brevetto su 5 si riferisce alle KET

Un brevetto su 5 di quelli pubblicati dall’EPO nel 2020 si riferisce alle KET (Key Enabling Technologies), le tecnologie che la Commissione Europea ha definito abilitanti a tutti gli effetti. Tra le 6 categorie delle KET (biotech, fotonica, materiali avanzati, nano e micro–elettronica, nanotecnologie e manifattura avanzata), la manifattura avanzata, quella cioè che si riferisce all’automazione e ai robot, fa ulteriori passi avanti: nel 2020 qui vi sono 53 domande di brevetti in più, per complessive 670 pubblicate. Va bene anche la fotonica, utilizzata per la trasmissione dei dati all’interno delle fibre ottiche, che registra 25 brevetti in più rispetto all’anno precedente, per complessive 74 invenzioni pubblicate dall’EPO nel 2020. A livello geografico, con 1506 brevetti, è la Lombardia la regione più attiva, seguita da Emilia Romagna (con 703 domande di brevetti), Veneto (con 596) e Piemonte (480). 

post

L’Indice dei prezzi tecnologici frena a dicembre

A dicembre 2021 l’Indice dei Prezzi Tecnologici (IPT) conferma la tradizionale contrazione congiunturale dell’ultimo mese dell’anno, e scende di -2,30 punti rispetto a novembre. Dal 2016 è la più elevata diminuzione congiunturale del mese di dicembre degli ultimi 5 anni. Quest’anno la frenata congiunturale di dicembre appare guidata da due settori tecnologici, che già nei mesi scorsi avevano manifestato oscillazioni di prezzi: il settore Entertainment e quello delle Comunicazioni. A livello tendenziale, rispetto a dicembre 2020, al contrario l’IPT ottiene un incremento di +0,65 punti, continuando il trend di crescita dei prezzi su base annua.

Maggiori riduzioni di prezzi per Home Entertainment, AudioVideo e Foto

Per quanto riguarda l’Entertainment, maggiori riduzioni dei prezzi si riscontrano per Home Entertainment (-2,66 punti e -7,12 punti di IPT), AudioVideo (-2,27 punti) e Foto (-2,51). Tuttavia AudioVideo (+7,76) e Foto (+4,53) registrano aumenti consistenti rispetto a dicembre 2020. Decisamente marcate anche le contrazioni congiunturali dei prezzi di alcune categorie di prodotti del settore Comunicazione: Telefonia Mobile (-6,03 punti), Wearable (-3,74) e Networking\Smart Home (-11,16). Da sottolineare come la Telefonia Mobile sia l’unica a registrare un punteggio tendenziale positivo (+0,68) rispetto a dicembre 2020, mentre Networking\Smart Home e Wearable mostrano contrazioni marcate dei prezzi anche anno su anno (rispettivamente, -6,68 e -8,37 punti).

Hardware e PED ribassano i prezzi per stimolare gli acquisti natalizi

Anche Hardware e PED hanno adattato al ribasso i loro prezzi per stimolare l’acquisto durante le festività di fine anno. I prodotti Hardware sono diminuiti di -3,38 punti rispetto a novembre, mentre i prodotti PED decrescono in modo meno accentuato (-1,03 punti di IPT). Diverso è il comportamento di queste due categorie nel rapporto dell’IPT anno su anno: se i prodotti Hardware sono diminuiti di -6,81 punti, al contrario, la categoria PED ha incrementato l’IPT di +6,76 punti. A frenare la contrazione dell’IPT di dicembre 2021 è stata la crescita dei prezzi dei Grandi Elettrodomestici, in particolare quelli Built-in dove si evidenzia un incremento di prezzi rispetto a novembre 2021 (+2,35) e su base annua (+4,52).

Oscillazioni più limitate per i prodotti GED a libera installazione

I prodotti GED a libera installazione invece hanno segnato oscillazioni più limitate di prezzi, sia congiunturali sia tendenziali (+ 0,39 punti rispetto a novembre e -0,27 rispetto a dicembre 2020).
Diversamente dai prodotti GED a libera installazione, sono consistenti le oscillazioni dei prezzi delle Periferiche IT (+7,41 punti e -5,42 punti rispetto a dicembre 2020). Tre categorie di prodotti le sole a registrare incrementi sia congiunturali sia tendenziali dell’IPT sono gli Accessori AV (+1,62 rispetto a novembre 2021 e +4,61 rispetto a dicembre 2020), il Trattamento Acqua (+0,70 e +3,85), e la Telefonia Fissa (+0,41 e +6,81).

post

Come sarà il 2022? Il 77% dei cittadini del mondo è ottimista

Il 2022 sarà un anno migliore del 2021, in quasi tutti gli ambiti che impattano sulle nostre vite. Ad affermarlo è l’ultimo sondaggio Ipsos, condotto in 33 Paesi del mondo, che ha raccolto le opinioni e il sentiment dei cittadini. Ovviamente, e non poteva che essere così dopo quasi due anni di pandemia, il principale tema è il Covid-19. Anche su questo fronte gli intervistati si dichiarano fiduciosi: il 56% delle persone coinvolte nell’indagine, a livello internazionale, crede che più dell’80% della popolazione mondiale riceverà almeno una dose di vaccino Covid nel 2022. I latinoamericani sono molto ottimisti, con cifre che salgono all’81% in Perù, al 76% in Brasile e al 69% in Cile. Gli europei sono più scettici sulla più ampia distribuzione del vaccino, dove le cifre scendono al 51% in Italia, al 42% in Francia, al 38% in Svizzera e al 33% in Germania. cittadini sono ottimisti sul fatto che il 2022 sarà un anno migliore.

Clima e ambiente, fra timori e responsabilità

Anche il cambiamento climatico è un tema molto sentito, e che incute una certa preoccupazione. La maggior parte delle persone, nei Paesi oggetto dell’indagine, crede che nel 2022 ci saranno più conseguenze del cambiamento climatico. A livello internazionale, il 60% degli intervistati ritiene più probabile la manifestazione di eventi meteorologici estremi nel proprio Paese nel 2022 rispetto all’anno appena trascorso. Questa percentuale aumenta nei Paesi Bassi (72%), in Gran Bretagna (69%), in Italia e Australia (entrambi 68%). Anche per tutelare l’ambiente, il 45% degli intervistati si aspetta che le persone ridurranno i viaggi in aereo rispetto al 2019. I cittadini asiatici sono i sono più fiduciosi, con il 68% in Cina, il 67% a Singapore e il 66% in Malesia. In Italia, invece, la percentuale è pari al 46%.

Economia e società

Per quanto riguarda l’economia, in generale i cittadini dei 33 Paesi si aspettano che i prezzi di beni e servizi aumentino in misura maggiore e più velocemente rispetto alle loro entrate (il 75%). L’opinione è condivisa appieno dagli italiani, dato che il 76% dei nostri connazionali è preoccupato dagli aumenti, mentre solo un terzo dei giapponesi (33%) vive questo timore. In media, a livello internazionale, soltanto il 35% si aspetta di vedere i mercati azionari di tutto il mondo crollare; quota che diminuisce ulteriormente in Italia (29%). Per quanto concerne la società, il 71% prevede che i centri delle città dei propri Paesi torneranno ad essere occupati man mano che le persone torneranno a lavorare regolarmente negli uffici. In Cina, 9 persone su 10 (87%) ritiene probabile che ciò accada, aspettative simili sono registrate anche in Sud America in cui il 78% in Argentina, Brasile e Colombia si aspetta un’occupazione dei centri delle città del proprio Paese. In Italia, la percentuale è leggermente superiore alla media internazionale, pari al 74%. 

Più tolleranti? Insomma…

Anche il modo di rapportarsi all’altro è stato oggetto dell’indagine. A livello globale, solo tre intervistati su dieci (28%) ritengono probabile che le persone nel proprio Paese diventino più tolleranti gli uni verso gli altri. La percentuale sale al 60% in India, ma diminuisce drasticamente in Francia (9%). In Italia è pari al 20%.

post

Ponte dell’8 dicembre: partire costa in media il 17,3% in più

Il ponte dell’8 dicembre 2021 è un ponte ‘salato’ per i 10 milioni di italiani che si sono messi in viaggio. A causa dei forti rincari di prezzi e tariffe sul fronte dei trasporti e delle vacanze, secondo il presidente del Codacons, l’avvocato Marco Donzelli, quest’anno trascorrere qualche giorno fuori casa in occasione delle festività dell’Immacolata costa in media il 17,3% in più rispetto allo scorso anno. Dal settore dei trasporti a quello dei viaggi fino alla ristorazione si registrano infatti aumenti a due cifre per molte voci di spesa. Una su tutte quella dei biglietti aerei, soprattutto per quelli dei voli internazionali, ma, denuncia il Codacons, anche mangiare al ristorante o dormire in albergo quest’anno è decisamente più oneroso.

Aumenti a due cifre per il settore viaggi

Insomma, viaggiare per il Ponte dell’Immacolata quest’anno è più caro. Sul settore dei viaggi si stanno infatti registrando aumenti a due cifre per moltissime voci. Come segnala il Codacons, in testa alla classifica dei rincari i prezzi dei biglietti aerei, con i voli internazionali che hanno subito su base annua un rincaro record del +51,3%, mentre i voli nazionali registrano un aumento del +18,9%. Per chi ha scelto di viaggiare in occasione del Ponte dell’Immacolata costa di più anche spostarsi via mare su navi e traghetti (+7,4%), mentre chi ha optato per un pacchetto vacanza deve mettere in conto una spesa maggiore in media del +11,5%.

Dai rincari non si salvano nemmeno ristoranti e alberghi

Un vero salasso anche spostarsi in auto, a causa dei rincari dei carburanti, con la benzina che oggi costa il 25,3% in più rispetto allo scorso anno e il gasolio aumentato addirittura del 27,9% in più. Del resto, dai rincari non si salvano nemmeno i ristoranti. Per mangiare fuori durante la festività dell’Immacolata si spende in media il 2,8% in più, ed è più caro anche dormire fuori: le tariffe degli alberghi hanno subito un rialzo del +4,4% su base annua, mentre per un villaggio vacanza si spende in media il 6,7% in più.

Il Codacons Passengers Complaint offre assistenza in caso di disservizi

Sul fronte del trasporto aereo il Codacons ricorda poi che in caso di ritardi, disservizi e cancellazioni dei voli, gli utenti potranno avvalersi della nuova piattaforma CPC (Codacons Passengers Complaint), lanciata dal Codacons per ottenere assistenza e avanzare le richieste di rimborso e indennizzo nei confronti delle compagnie aeree.

post

Second hand, un trend che piace agli zinnellials

Rispettare l’ambiente, concedersi qualche sfizio extra, avere accesso a prodotti di alta gamma altrimenti impossibili da acquistare e gestire in modo corretto le risorse: sono queste, in estrema sintesi, le ragioni del successo del mercato second hand fra i giovani italiani. Gli zillennials – ossia l’universo degli under 40 appartenente alle due macrocategorie della GenZ e dei Millennials – si dimostrano dei veri e propri fan degli acquisti di seconda mano. A dirlo è una recente ricerca condotta da Bva Doxa per contro della piattaforma Wallapop, specializzata nella vendita di articoli second hand. Intitolata “GenZ&Millennials: due generazioni a confronto”, la ricerca esplora in particolare il tema della compravendita di oggetti usati mettendo a confronto le abitudini dei giovani dai 18 ai 40 anni.

Un fenomeno globale

Comprare oggetti di seconda mano è oggi un fenomeno globale: in base ai dati del report, sono ormai il il 90% degli under 40 a farlo almeno occasionalmente e oltre la metà (52%) in modo regolare. Ma quali sono le ragioni che spingono ad acquistare ogni genere di prodotti che hanno già un passato? Come riporta ancora la ricerca, ripresa da Italpress, per gli zillennials la second hand rappresenta una scelta sostenibile che rispetta l’ambiente (93%), intelligente (92%), che rende accessibili anche prodotti di alta gamma (30%) e permette di “togliersi” qualche sfizio senza costi eccessivi (28%). “Ridare vita agli oggetti” (52%) diventa però il desiderio principale di entrambe le generazioni, nell’ottica di un’economia circolare che sembra ormai far parte della vita quotidiana.

La seconda vita degli oggetti va di moda

Se sul tema della compravendita di oggetti usati entrambe le generazioni sembrano mantenere una linea comune, diversa invece la percezione del “possesso” e della “condivisione” dei propri oggetti: è infatti la GenZ a essere più propensa a condividere (30%): gli oggetti non vanno tanto posseduti, quanto usati in condivisione, il che permette anche di abbassare i costi dell’utilizzo. Oggi quindi il mercato del “second hand” è tutt’altro che fuori moda, è anzi molto più vicino al concetto di sostenibilità intelligente che sembra mettere d’accordo due generazioni apparentemente così diverse come Millennials e GenZ. “Comprare articoli di seconda mano”, commenta Giuseppe Montana, Head of Internationalization di Wallapop, “è il modo perfetto per acquistare quello di cui si ha bisogno a un prezzo più vantaggioso e assicurarsi un guadagno extra grazie agli oggetti che non si usano più. Ma è anche molto di più perchè ogni acquisto su Wallapop alimenta un consumo responsabile, allungando la vita dei prodotti ed evitando la loro sovrapproduzione”. 

post

Il Black Friday in Italia si allunga e diventa Black Month

È l’Italia il paese in cui il Black Friday riscuote più successo, con una propensione all’acquisto e un budget di spesa ipotizzato superiore al resto d’Europa, e in crescita anno dopo anno. L’annuale indagine di Idealo evidenzia infatti come il 65,6% degli acquirenti online italiani sia interessato ad acquistare un prodotto durante il Black Friday. Ormai però non è solo il Venerdì Nero a essere dedicato dei supersconti, ma l’intero weekend è segnato dalle offerte. Di più, si allunga anche l’intero periodo, tanto che ormai si parla di novembre come il Black Month.

Un budget medio di 273 euro

Secondo Idealo il budget medio degli italiani online per gli acquisti durante il Black Friday è di 273 euro. La media del budget di spesa previsto è più alta per gli uomini (294 euro) rispetto alle donne (240 euro), e aumenta con l’età, più basso per i giovani tra i 18 e 24 anni (212 euro) e più alto per gli adulti tra i 55 e 64 anni (356 euro) Gli sconti del Black Friday non si palesano però solo l’ultimo venerdì di novembre, spesso cominciano già a inizio mese, tanto che gli esperti del settore parlano ormai di Black Month. Per questo è importante controllare le offerte online e offline con un certo anticipo.

I Millennials sono i più propensi agli acquisti. Soprattutto da mobile

Lo scorso anno più della metà dei consumatori italiani online (58,2%) ha dichiarato di aver acquistato un prodotto online durante il Black Friday 2020 e, tra questi, la maggior parte sono giovani. Tra gli utenti tra 18 e 24 anni, sia uomini che donne, la percentuale è infatti pari al 66,3%. Anche secondo un’indagine Shopify i più propensi agli acquisti sono soprattutto i giovani, seguita da quella 35-54 anni (92%) e dagli over 55 (78%). La Generazione Z e i Millennials faranno shopping soprattutto da mobile (66%), tramite app per lo shopping (24%) e social media (17%), in particolare, su Instagram (57%) e Facebook (46%).

Il 35,4% acquisterà anche i regali di Natale

Per quanto riguarda i prodotti, riporta Ansa, oltre a quelli di elettronica anche le console di gioco sono tra i prodotti più ‘attesi durante le giornate di sconti e promozioni, con un interesse online aumentato del +50,4% nell’ultima settimana. Gli italiani hanno anche imparato a pianificare in anticipo gli acquisti: il 69,2% dei consumatori online dichiara di prepararsi al Black Friday facendo una lista dei prodotti che interessano o prendendo nota dei prezzi. Il 35,4% degli italiani dichiara inoltre di voler acquistare regali di Natale durante Black Friday.  Secondo una ricerca promossa da Sitecore, il 40% degli italiani con meno di 44 anni effettuerà gli acquisti di Natale prevalentemente o totalmente online e il 73% prevede di acquistare almeno un regalo durante il Black Friday.

post

La trasformazione digitale traina la domanda di beni ICT

L’accelerazione del processo di trasformazione digitale sostiene la domanda di beni tecnologici, e nei primi nove mesi del 2021 il fatturato dei beni tecnologici rappresentato dal Panel Distributori ICT di GfK ha raggiunto 6,1 miliardi di euro, con una crescita del +8,4% rispetto lo stesso periodo del 2020. Durante la pandemia la digitalizzazione si è imposta come sistema dominante, permettendo continuità nelle attività quotidiane e superando le barriere fisiche e i confini della fruizione. Contemporaneamente, il processo di digitalizzazione, favorito dal lockdown del 2020, ha dimostrato quanto i processi aziendali possano essere più economici ed efficienti attraverso una riorganizzazione innovativa della forza lavoro, difficilmente immaginabile prima della pandemia.

Risultati incoraggianti per la Distribuzione, nonostante alcune difficoltà

Secondo i dati GfK, basati sulle rilevazioni effettuate nel periodo aggregato gennaio-settembre 2021, il risultato dei primi tre trimestri dell’anno in corso risulta decisamente incoraggiante per la Distribuzione ICT in Italia, ma la performance avrebbe potuto essere anche migliore se la crescita del fatturato del terzo quarter 2021 non fosse stata frenata dalle difficoltà legate alla logistica e dallo shortage produttivo della componentistica. In ogni caso, in Italia la domanda di beni tecnologici resta fortemente sostenuta dall’accelerazione del processo di trasformazione digitale, che si sta estendendo in tutti i settori, non solo aziendali, ma anche nelle famiglie, nella PA e nel settore dell’istruzione.

Canali consumer, notebook e tablet +14,6% a valore

In questi primi nove mesi del 2021, il settore IT, cresciuto del +7,3%, sta ancora beneficiando dell’onda di questi cambiamenti, come dimostrano i trend delle categorie che trainano la supply chain dei canali consumer (+11%), con notebook e tablet che crescono del +14,6% a valore. Ma l’andamento positivo si riscontra anche per i televisori (+12,7), complici i nuovi incentivi per lo switch-off, e il ritorno dei grandi eventi sportivi di questa estate.

Supply chain dei canali business, +6,7%

Il fatturato della supply chain relativa ai canali business cresce invece del +6,7%, ed è sostenuta dalla forte domanda di pc (+8,2), di monitor e signage (+31,1%), oltre che dalla domanda di componentistica hardware (+23,7). Non sono da meno, in termini di crescita, i settori della telefonia (+11,1%), il settore Office (+8,6%) e la Consumer Electronics insieme agli Elettrodomestici (+19%). L’unico settore che mostra un trend negativo è quello dei Servizi (-6,5%), che risulta anche il meno importante per fatturato sviluppato.

post

Mercato del lavoro: la ripresa in Lombardia è sostenuta dai contratti a termine

Secondo dati Inps, nel secondo trimestre del 2021 in Lombardia il numero di contratti attivati nel settore privato è pari a 334 mila. Un numero pari a quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2020, quando il mercato del lavoro risultava sostanzialmente congelato dalla situazione di emergenza sanitaria. Si tratta di un numero non lontano dai livelli del 2019, quando i contratti attivati nel settore privato erano 351 mila. Insomma, nonostante il mercato del lavoro sia stato messo a dura prova dalla pandemia da Covid-19, negli ultimi tre mesi dell’anno sembra dare segnali di ripresa, e in Lombardia è sostenuto soprattutto dai contratti a termine, ma anche da quelli stagionali, in somministrazione e intermittenti. Al contrario, le posizioni a tempo indeterminato confermano una dinamica negativa.

Le cessazioni sono lontane dai livelli pre-crisi

Sempre secondo i dati Inps, le cessazioni, pari a 264 mila movimenti in tutto, nonostante la crescita significativa (+38,5%) risultano tutt’ora lontane dai livelli pre-crisi, anche per via delle limitazioni ancora in essere sui licenziamenti nel primo semestre dell’anno. Il risultato è quindi quello di un saldo decisamente positivo, pari a +70 mila  posizioni, e in miglioramento sia rispetto al valore registrato un anno fa (-19 mila) sia a quello, pur positivo, del 2019 (+39 mila). Il contributo principale proviene dai contratti a termine, che aumentano di +48 mila posizioni, ma saldi positivi si registrano anche per i rapporti di lavoro stagionali (+14 mila), in somministrazione (+12 mila) e intermittenti (+11 mila), mentre si conferma la dinamica negativa delle posizioni a tempo indeterminato (-19 mila).

Più 96 mila unità di posizioni lavorative rispetto a un anno fa

Su base annua la variazione delle posizioni lavorative è stimabile in 96 mila unità in più, dato che rafforza la lieve crescita registrata nei primi tre mesi dell’anno (+9 mila) dopo le perdite occupazionali dei trimestri precedenti. Il miglioramento del mercato del lavoro è confermato anche dai dati relativi alle ore di Cassa Integrazione autorizzate, in marcato calo rispetto al picco di un anno fa (-59,9% considerando anche quelle autorizzate nei Fondi di Solidarietà), sebbene su livelli storicamente ancora elevati.

“Le imprese sono ancora caute nelle assunzioni a tempo indeterminato”

“L’occupazione in Lombardia si sta riprendendo e il percorso di uscita dalla crisi appare evidente nel primo semestre dell’anno – commenta Gian Domenico Auriche, Presidente di Unioncamere Lombardia -. Le imprese però sono ancora caute nelle assunzioni a tempo indeterminato e i riflessi positivi della ripresa sono prevalentemente concentrati nelle nuove assunzioni a tempo determinato, nei contratti di somministrazione e in altre forme di lavoro meno impegnative nel medio e lungo termine”.