post

La Generazione Z si informa sui social e sul web

La Generazione Z si tiene genericamente aggiornata sui social, ma quando ricerca notizie e informazioni sui fatti di cronaca preferisce i siti dedicati alle news. E lo fa soprattutto attraverso lo smartphone, ricorrendo principalmente alla navigazione in browsing e agli aggregatori, ovvero le notizie presenti sul telefono. È quanto emerge dall’indagine condotta nel mese di luglio 2019 da Comscore, società di ricerca online, sui campioni rappresentativi della generazione Z, Millennials e generazione X, integrati con i dati di Audience Analytics delle piattaforme.

Per 1 under-22 su 5 la lettura online delle notizie è stressante

Gli italiani si informano online e lo fanno significativamente più di inglesi e americani, ma ciò che cambia notevolmente tra le varie generazioni è l’approccio che contraddistingue la generazione Z (under 22 anni) rispetto alle generazioni successive. Il 59% dei giovanissimi legge le notizie online solo quando ha bisogno di informarsi, uno su tre dichiara addirittura di leggere le notizie malvolentieri, e un under-22 su cinque trova addirittura la lettura online delle notizie stressante. Un atteggiamento che cambia sensibilmente con l’avanzare dell’età e la maggiore maturità: il 59% degli italiani nella fascia d’età 23-38 anni e il 66% di quelli tra i 35 e i 54 anni infatti si dichiara assiduo lettore di news, con livelli quasi doppi dei coetanei anglosassoni.

Social o siti di news?

I social sono la fonte d’informazione primaria dei più giovani. Il 43% della generazione Z si informa sui social, il 35% sui siti di informazione, il 16% sui siti generalisti, e il 6% su altre fonti, mentre le generazioni più adulte indicano i siti di news come fonte principale. Ma quando è ora di informarsi davvero la fiducia viene riposta prevalentemente sui siti di news. Inoltre, il lettore online di tutte le età si fida di più delle notizie di natura internazionale, e in un secondo tempo di quelle nazionali. Oltre l’80% degli intervistati dichiara però che la prima fonte consultata è sufficiente a soddisfare il proprio bisogno informativo, e non trova necessario procedere a ulteriori ricerche per verificare la notizia anche ricorrendo ad altri mezzi.

Tutte le generazioni si informano prevalentemente da device mobili

Per quanto riguarda i device di accesso alle news tutte le generazioni si informano online prevalentemente da device mobili. A luglio il 42% degli italiani ha consultato i siti di news esclusivamente mediante smartphone o tablet, device che hanno generato il 72% del tempo totale speso nella lettura delle news. La durata media di una visita a un sito di news da mobile è infatti di 1,8 minuti, mentre quella da desktop è di 5,2 minuti. Su mobile, inoltre, le notizie si fruiscono prevalentemente mediante la navigazione in browser, oppure leggendo quelle nativamente presenti sul dispositivo.

post

L’ottimismo allunga la vita, una ricerca lo conferma

Essere ottimisti fa vivere di più. E meglio. La conferma arriva da una ricerca durata trent’anni condotta dalla Boston University School of Medicine. Lo studio, iniziato nel 1986 e concluso nel 2016, si è basato su un campione di circa 70.000 donne, la maggior parte delle quali infermiere, con un’età media di 70 anni, compresa  tra 58 e 86 anni, seguite per 10 anni. Il campione degli uomini contava invece 1.400 soggetti di età compresa tra 41 e 90 anni, con un’età media 62 anni, seguiti invece per 30 anni. Lo stesso campione è stato poi suddiviso in 4 gruppi, in basa al grado di ottimismo dimostrato, ed è stato seguito nelle sue abitudini e atteggiamenti più o meno positivi nei confronti della vita.

Vivere dall’11% al 15% in più di chi è depresso 

I risultati della ricerca, con a capo la dottoressa Lewina Lee, psicologa clinica del National Center degli Stati Uniti, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Proceedings of National Academy of Sciences. L’idea che l’ottimismo allunghi la vita non è nuova, ma la validità di questi risultati è avvalorata sia dalla vastità del campione sia dalla durata dello studio. Gli studiosi hanno infatti constatato che chi ha dimostrato maggiore ottimismo nell’affrontare la vita quotidiana è vissuto dall’11% al 15% in più rispetto a chi invece tendeva alla depressione, all’abbattimento o comunque a un atteggiamento pessimista.

Una difesa contro l’accumulo di stress

La conclusione a cui sono arrivati gli scienziati è chiara, e suggerisce che essere ottimisti favorisce un’aspettativa di vita che può arrivare a 85 anni e oltre. Una longevità definita dagli studiosi “eccezionale”, soprattutto nel caso in cui non sono presenti malattie, si è autosufficienti e si vive in modo ancora attivo e ricco di stimoli. Essere ottimisti è una delle caratteristiche psicologiche più positive che si possano acquisire nel corso della vita, in quanto difende dagli accumuli di stress. “L’ottimismo è una disposizione mentale a vivere le situazioni in modo positivo e una caratteristica psicologica che ci spinge a guardare il lato favorevole degli eventi”, spiegano gli esperti del portale PsicologiOnline.

Ottenere una vita più lunga, sana e felice

È noto quanto l’affaticamento mentale e fisico incida negativamente sulla salute, non solo degli anziani. In pratica l’ottimismo aiuta in parte a difendersi da varie malattie (infarto, ictus, colesterolo alto), nonché dall’aumento del cortisolo, il cosiddetto “ormone dello stress”, che incide negativamente su buona parte delle funzioni dell’organismo. La capacità di non concentrarsi sugli aspetti negativi aiuta inoltre a non arrendersi, e riprendersi più rapidamente da problemi e battute d’arresto.

Certo, tranquillità economica, avere amici e famigliari, coltivare le proprie passioni, e attenersi a un’alimentazione sana ed equilibrata concorrono alla possibilità di vivere più a lungo. Ma l’ottimismo è certamente un potente propulsore a livello psicosociale. E chi non lo possiede ha comunque la possibilità di acquisirlo o aumentarlo, coltivando un atteggiamento più positivo.